Antigone è un’associazione politico-culturale a cui aderiscono prevalentemente magistrati, operatori penitenziari, studiosi, parlamentari, insegnanti e cittadini che a diverso titolo si interessano di giustizia penale. Tratto dall’ultimo rapporto elaborato dal suo osservatorio, pubblichiamo la parte che indaga la presenza di stranieri nelle carceri italiane:

“Non c’è un’emergenza stranieri, non c’è un’emergenza sicurezza connessa agli stranieri. Il tasso di detenzione degli stranieri in Italia è diminuito di oltre 2 volte negli ultimi 10 anni. I detenuti stranieri sono addirittura diminuiti in termini assoluti rispetto al 2008, quando il numero dei non italiani residenti in Italia regolarmente o irregolarmente era la metà. Avrebbe dovuto raddoppiare. Invece no. Ogni diversa interpretazione e ogni allarme sono pura mistificazione. Gli stranieri sono il 33,8% della popolazione detenuta. Gli stranieri non europei sono 13.490, ossia il 22,9% della popolazione detenuta. Nell’ambito di questo 22,9%, la presenza di detenuti con regolare permesso di soggiorno, seppur non stimata ufficialmente, è – secondo indagini a campione effettuate nei grandi istituti di pena – inferiore al 20%.

Il numero di immigrati regolari non europei che si trovano nelle carceri italiane è pari a circa 3.000 unità, ossia intorno al 5% della popolazione detenuta. Percentuale irrisoria. Il numero dei detenuti di origine lombarda è pari a 2.966 unità. Se sommiamo i detenuti con regolare permesso di soggiorno a quelli comunitari si arriva a circa 8.000 unità, cioè il 13% circa della popolazione detenuta, un numero più o meno pari ai 7.546 detenuti di origine siciliana.

Negli ultimi 5 anni i detenuti rumeni sono diminuiti di 1.103 unità, scendendo da 3.661 a 2.558, nonostante il numero degli immigrati rumeni in Italia sia andato aumentando. Quanto avvenuto nella comunità rumena è paradigmatico. Come si evince dai dati, man mano che passa il tempo dal suo insediamento in Italia una comunità esprime un minor numero di detenuti al proprio interno.

Sono solo 74 i detenuti che provengono dalla Siria e 78 quelli che provengono dall’Afghanistan. Il loro tasso di detenzione resta basso nonostante violenze, torture, devastazioni, morti in famiglia.

Sono 651 i detenuti egiziani che non devono essere rimpatriati visto il rischio di tortura nel Paese che ha torturato e ucciso Giulio Regeni.

È straniero il 44.64% dei detenuti cui è stata inflitta una pena inferiore a un anno (e dunque per reati di scarsa gravità) e solo il 5,6% degli ergastolani (che sono complessivamente 1.726). Considerando i reati più gravi, come ad esempio la criminalità organizzata, il 98,75% dei detenuti condannati per tali delitti è italiano e solo l’1,25% è straniero.

Da una ricerca di Antigone risulta che nel 57% dei casi presi in esame gli arrestati stranieri non avevano ricevuto la cosiddetta “letter of rights”, che per legge andrebbe consegnata a chiunque sia appena stato privato della libertà per informarlo in forma chiara e semplice dei suoi diritti. Per gli italiani la percentuale scende al 21%. La ricerca è stata condotta in 4 città rappresentative in varie parti d’Italia su un campione di persone arrestate nei 7 giorni precedenti e con interviste a un campione di 74 avvocati”.