Cambiamo Messina dal Basso:

Gli incendi che in questi giorni hanno lacerato la città di Messina lasciano una ferita profonda che sarà impossibile cicatrizzare in breve tempo. Una ferita che ha impresso il segno sulla terra ma anche nell’immaginario collettivo della città. Il bosco è l’esempio principe del Bene Comune. E’ quella parte di territorio che da sempre, nella storia dell’uomo, ha dato la possibilità a tutti, anche ai più poveri, di trovare possibilità di sostentarsi, non chiedendo nulla in cambio. Altrettanto fa oggi, in maniera silenziosa, fornendo l’ossigeno di cui abbiamo bisogno, filtrando le acque che alimentano le nostre sorgenti e dando stabilità al terreno collinare che ci sovrasta. Chi aggredisce il territorio per trarne un beneficio privato, esegue un crimine contro la collettività intera.

Comprendiamo quindi le ragioni di una legge dello Stato (la n. 353 del 2000) che, per ostacolare gli interessi che armano la mano dei responsabili di questi incendi, impedisce attività quali l’edificazione o l’utilizzo per pascolo e caccia dei suoli bruciati per gli anni successivi.

Tra queste attività, anche il rimboschimento, con fondi pubblici, è vietato. Tuttavia tale divieto è derogabile dalla Regione, qualora vi siano documentate situazioni di dissesto idrogeologico e particolari valori ambientali e paesaggistici.

A ciò va aggiunto che gli strani movimenti elettorali attorno all’istituzione del Parco dei Peloritani, definito da alcuni carrozzone politico (prima ancora che ne potesse vedere la luce), e osteggiato da cacciatori e palazzinari, non può non allarmare ulteriormente. Il Parco è uno strumento importante per riprendere il controllo diretto del territorio, far rispettare i vincoli già esistenti sull’area ed attivare contratti di responsabilità territoriale.

Per queste ragioni, il Movimento Cambiamo Messina dal Basso, non rassegnandosi all’idea di dover assistere alla desolazione di un paesaggio lunare, lì dove prima sorgeva la cintura verde della città, chiede:

– al Presidente della Regione Crocetta, di attivare tempestivamente la deroga al rimboschimento, tenendo peraltro conto del Piano di Assetto Idrogeologico che documenta e attesta il gravissimo rischio che l’abitato corre, ulteriormente aggravato dagli eventi incendiari;

– al Presidente dell’Assemblea regionale Ardizzone, di porre rapidamente in votazione, prima che l’incombente fine legislatura rischi di bloccare l’iter avviato, il provvedimento di istituzione del Parco dei Peloritani, già approvato in commissione;

– al Consiglio comunale di Messina, di adottare Variante di salvaguardia, la cosiddetta “Salva colline”, come strumento di difesa dei territori e contro le speculazioni edilizie, variante che per diverse sedute la IV Commissione si è rifiutata di trattare e che ora passerà, probabilmente, all’attenzione dell’Aula;

– al Sindaco di Messina Accorinti, di attivarsi per controllare e sanzionare i numerosi Enti pubblici e cittadini privati che, non rispettando l’Ordinanza sindacale (n.142 del 2011) per la pulizia e manutenzione dei terreni incolti, mettono a serio rischio la pubblica incolumità e l’ambiente.

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Articolo Uno – MDP Messina:

Prevenzione, certezza della pena e “ricostruzione”
Serve una mobilitazione delle istituzioni per intervenire sulla fuoriuscita dalla crisi

Le conseguenze dell’emergenza incendi che sta attraversando la provincia di Messina sono disastrose. Centinaia di ettari di bosco distrutti, aziende agricole, strutture pubbliche e private hanno subito gravissimi danni.

Nel superare questa fase di emergenza vanno denunciati con forza tutti i limiti della strategia di prevenzione. Troppi sono stati i terreni incolti o poco curati che hanno favorito l’azione dei criminali che hanno appiccato gli incendi. Tutte le responsabilità vanno individuate con il massimo rigore, sia si tratti degli atti dei piromani sia di eventuali omissioni nella programmazione.

È fondamentale occuparsi, con la massima urgenza e tempestività, di misure straordinarie per quella che possiamo definire un opera di “ricostruzione” che deve riguardare sia le parti pubbliche che quelle private. Siamo di fronte ad una calamità, non naturale -come può essere un alluvione o un terremoto – ma colposa o dolosa e come tale va affrontata. Occorrerà un impegno specifico della Regione Sicilia, altrimenti gli incendi di questa estate diventeranno preludio di ulteriori fenomeni legati al dissesto idrogeologico.

Per questi motivi Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista della Provincia di Messina ha chiesto al Presidente della Commissione Ambiente Territorio dell’Assemblea Regionale Siciliana, on. Mariella Maggio, di convocare una seduta straordinaria a Messina al fine di attivare una task force, con il coinvolgimento delle istituzioni, delle organizzazioni del settore, della protezione civile e delle associazioni di volontari, che lavori ad un piano di interventi coordinati per l’adozione di misure specifiche e mirate.

(NdR): Osservazioni e proposte che riteniamo interessanti e da tenere presenti da subito, qualche dubbio nutriamo sul “Parco” perchè non vorremmo veder nascere un nuovo stipendificio, mentre riteniamo basilare partire, in sede politica, dalle osservazioni e proposte avanzate mercoledi 12 da chi di queste cose ha competenza …