E’ stata pubblicata oggi (3 aprile 2018) la relazione del Ministro dell’Interno sull’attività delle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso.

Leggiamo: “Come rimarcato nella parte introduttiva della presente relazione, nei comuni sciolti per infiltrazioni e condizionamento di tipo mafioso, accanto al disordine amministrativo si registra, spesso, anche una cattiva gestione del servizio di riscossione tributi, con tutte le conseguenze in termini di difficoltà finanziaria. A ben vedere, l’obiettivo del risanamento finanziario, con particolare riguardo alla messa in campo di iniziative volte ad incrementare, lì dove possibile e consentito dalla legge, le entrate proprie e ad accertare e/o ridurre fenomeni di evasione e/o elusione di tributi e tasse, è stato perseguito dalla quasi totalità delle gestioni straordinarie, facendo ricorso a diversi interventi, tra i quali si evidenziano le attività di accertamento e di recupero tributario. All’attività di accertamento e recupero si sono affiancate anche iniziative dirette a razionalizzare ed ottimizzare i costi, revisionando i contenuti dei contratti in essere di affidamento del servizio riscossione tributi, effettuando una seria attività di accertamento dei debiti e dei crediti degli enti, procedendo all’aggiornamento degli inventari dei beni con particolare riguardo a quelli immobili, razionalizzando i costi fissi, relativi, ad esempio, all’energia elettrica. Nel 2017, il 9,5% dei comuni sciolti per condizionamento/infiltrazione di tipo mafioso sono in condizioni di deficit finanziario e hanno, quindi, dichiarato il dissesto o si sono avvalsi della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Il dato appare particolarmente significativo se si considera che, in ambito nazionale, su 7.960 comuni, quelli che nel 2017 risultano in dissesto o in riequilibrio finanziario rappresentano appena lo 0,9%”.