L’opinione di Sergio Pensato

DIARIO DI UNA CAMERIERA di Luis Buñuel: tra ricostruzioni inattendibili di un omicidio una critica della borghesia che sporca tutto quello che tocca. A partire dalle classi soggette, devote ai padroni e prive della minima solidarietà reciproca, una antropologia composta da servi e padroni soltanto, senza possibilità di redenzione. Luis Buñuel sposa tutti i temi del marxismo fondandoli su una critica irriducibile della borghesia e dell’ambiente in cui prospera… Stamani rispondevo a uno stracco editoriale di Veneziani, secondo il quale il fallimento del PD è da imputare sostanzialmente a una errata strategia di marketing elettorale. Non so se il prossimo segretario dei Dem sarà un negro come dice lui; so che la Kyenge che parlava a senso unico accordandosi al canto monocorde della Boldrini ce la siamo sorbita a lungo, e tutta la sinistra a darle ragione fino a teorizzare la pulizia etnica. Ho rotto con i grillini quando non sono riuscito ad animarli davanti a una commissione per i diritti dell’Uomo a Bruxelles, quando sgusciavano come anguille benché stavolta il bersaglio fosse davvero facile. Ci fu una sinistra egemone, non una marca di patatine paradossale che dietro il costume non portava valori e concetti che non fossero una tetra liturgia; una sinistra che affollava i cimiteri di persone per bene che ricordiamo a stento, e non di provocatori al soldo delle multinazionali, spacciatori in carriera o borderline a caccia di poliziotti. “Allora non sei di sinistra” così mi mollò una amica antica, con la quale ho avuto il torto di non parlare abbastanza… Che altro avrei potuto fare? Le diedi ragione. L’anima di un movimento rivoluzionario è la coscienza di classe: la grande sinistra storica ha cominciato a decadere quando è sparito il proletariato, santo Pasolini. Poi è rimasta una forma vuota infestata dai parassiti di quella classe che aveva fatto il proletariato, i parassiti in politica e i parassiti per eccellenza, quegli intellettuali coprofiti che prosperano dove c’è vita altrui. Mezzani per eccellenza. Il PD era questo, una forma per l’acqua capace di replicare magicamente … Ed ecco assistiamo a una decadenza catastrofica, a cominciare da intelligenza e moralità… Il resto è cronaca. Accostatevi ai capolavori come questo con lo spirito giusto, come ai margini di uno scavo si piega l’archeologo per IMPARARE. Classi e sfruttamento sono rimasti (e bastano a darmi un filo di speranza malgrado il trionfo del consumismo su scala planetaria), quanto basta ad alimentare la lotta di classe che i cattolici (compresi quelli di area grullina) esorcizzano disperatamente; ma non c’è più un movimento capace di costruire, disassemblato nell’individualismo più meschino. Volenti o nolenti, noi ci siamo.

Foto dal film “Il diario di una cameriera”, drammatico del 1964 di Luis Buñuel, tratto dal romanzo omonimo di Octave Mirbeau