La presentazione di un libro alla Camera di Commercio di Catania ha messo in luce ancora una volta il bluff della mobilità delle persone, decantata meno di un ventennio fa come fattore di progresso delle persone occupate.

Le associazioni di categoria stimano che nella sola città di Milano il 95% delle botteghe di barbiere sia gestito da artigiani di origine cinese, il 5% da marocchini, il 3% da egiziani, la restante parte dagli italiani. Non perché manchino nuove leve interessate a prendersi cura della bellezza degli uomini, ma per via di sgravi fiscali riservati agli extracomunitari, tali da mettere letteralmente fuori mercato le imprese condotte dagli italiani. Il consumatore è certamente appagato da un servizio di sufficiente qualità per pochi euro, ma se allargasse il suo punto di vista si renderebbe facilmente conto che la qualità della vita sta correndo in senso inversamente proporzionale al costo di beni e servizi. La tendenza a svilire la forza lavoro sta intaccando il nostro senso della professionalità, la qualità del cibo e dell’aria, l’accesso alla cultura e a servizi essenziali come la Sanità e la casa. Tanto accade nonostante sia noto che regolare i flussi migratori presupponga spostare i capitali garantendo le stesse condizioni per il fattore lavoro.

Sopra tutto questo, piuttosto superficiale ci è parso il discorso del presidente della Camera di Commercio di Catania rivolto oggi agli acconciatori di moda del capoluogo etneo: probabilmente perché dalla prossima giunta – a dire dello stesso Pietro Agen – la Camera di Catania dovrà affrontare la questione della riduzione del personale per mancanza delle risorse necessarie a rimpiazzare gli impiegati pensionati.

Nella foto, Pietro Agen.

Lunedì 29 ottobre 2018 presso il Salone Platania della Camera di Commercio di Catania, Vincenzo Russo ha presentato il suo libro “Le mani tra i capelli”. Il ricavato delle vendite è destinato a sostenere un progetto di assistenza ad una comunità di bambini della Guinea. La presentazione del libro è stata organizzata dall’associazione La Casa degli Acconciatori di Salvo Ruffino.