Se il Consiglio Comunale boccia il bilancio: decadenza, da subito, anche per il Sindaco e la Giunta

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la legge 29 marzo 2017, n. 6, di interpretazione autentica in materia di cessazione dalle cariche negli enti locali.
Il comma 2 bis dell’articolo 11 della legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 si interpreta come immediatamente applicabile dalla data di entrata in vigore della legge regionale 11 agosto 2016, n. 17 che ha previsto che, in caso di mancata approvazione del rendiconto o del bilancio di previsione, il sindaco decadesse insieme al consiglio comunale.

Una prima nota assessoriale sanciva l’immediata applicabilità della nuova previsione.
La circolare venne, poi, in maniera anomala, sospesa dalla Giunta regionale.
Ora l’ARS ha fatto chiarezza !

Un’avvertenza è d’obbligo:
Poiché la legge è stata pubblicata sul n. 13 della Gazzetta ufficiale della Regione siciliana di Venerdì, 31 marzo 2017, pur essendo immediatamente esecutiva, per avere certezza assoluta del suo mantenimento in essere occorre attendere il 31 maggio, poiché la normativa stabilisce che: “Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.

La legge in questione ha un evidente impatto anche a Messina e sulla stessa esistenza della Giunta Accorinti.

Pur essendo favorevoli e “grati” verso i deputati che l’hanno approvata, avremmo preferito non parlarne se non dopo la scadenza del 31 maggio, anche perché non c’è pericolo che improvvisamente a Messinacompaiano i bilanci da approvare” ed in ogni caso resta in vita la procedura propedeutica della nomina del Commissario ad acta con tutto quel che segue.
Già in passato abbiamo visto Commissari ad acta sollecitare il Consiglio ad approvare bilanci inesistenti o mai pervenuti…

Un fatto nuovo e grave ci ha indotto invece ad affrontare subito l’argomento.

orlando pL’ANCI Sicilia, rappresentata dal Sindaco Orlando, si è scagliata con furia sospetta contro il voto dell’ARS, quasi fosse rappresentante e garante non dei Comuni ma dei Sindaci, arrivando ad intimare al Presidente Crocetta di disattendere la legge !

Evidentemente c’è chi reputa di serie A il voto dei cittadini dato ai Sindaci e di serie B quello dato, con la preferenza, ai Consiglieri comunali.

Noi riteniamo che la precedente legge contenesse alti profili di incostituzionalità (violando il bilanciamento dei poteri) tanto da essere stupiti del mancato intervento del Governo nazionale …

Di fronte l’inusitato intervento di ANCI Sicilia riteniamo che tutti i Consiglieri Comunali debbano prendere posizione a difesa della legittimità del ruolo dei rispettivi Consigli.

Ad oggi però solo i CONSIGLIERI COMUNALI di CASTELDACCIA E CALATAFIMI-SEGESTA hanno sentito questo bisogno diffondendo ieri la seguente dichiarazione:

La recente legge sulla cessazione degli organi comunali, varata come interpretazione autentica e promulgata dal Presidente Crocetta, allinea la Sicilia al resto d’Italia.
La presa di posizione dell’Anci Sicilia su detta norma appare strumentale.
Anzi sembra proprio che chi rappresenta l’Anci voglia far passare il messaggio che tale associazione rappresenti solo i Sindaci e non, come dovrebbe, i comuni in senso lato, compreso gli organi quali i consigli comunali.
Quanto al merito della legge sia chiaro che la norma parla di mancata approvazione dei bilanci da parte dei consigli comunali e non di mancata approvazione nei termini ed in ogni caso lo scioglimento avviene dopo la diffida ad adempiere e la nomina di un commissario ad acta da parte dell’Assessorato regionale agli Enti locali.
A chi parla a nome dell’Anci ricordiamo che le leggi si applicano e non si commentano ed eventuali dichiarazioni di incostituzionalità spettano alla Corte costituzionale cosi come l’interpretazione autentica spetta al parlamento che ha approvato la legge.
Diffidiamo l’Anci, che dovrebbe essere un organo che rappresenta anche i consigli comunali, ad assumere atteggiamenti di parte sulla questione.
Invitiamo il presidente Crocetta, paladino della legalità, ad applicare la legge, non esponendosi ad eventuale abuso d’ufficio, disponendo cosi come previsto dalla legge da lui promulgata la cessazione dei consigli comunali e dei sindaci.

Concordiamo con questa dichiarazione e chiediamo all’intero Consiglio Comunale di Messina, a partire dalla Presidente Barrile, di far sentite la propria voce.