La Sicilia offre, di certo, la possibilità di viaggiare senza mai stancare la vista e non so, se per innato campanilismo o per altri oscuri motivi, il nostro paese rimane il più bello al mondo.
Il giorno dell’Lunedì dell’Angelo, mentre rincasavo dalla mia pasquetta fuori porta in provincia di Catania, discutevo con i miei compagni di viaggio sulle differenze tra le bellezze dei diversi mari, confrontandone i pro e i contro.
Neanche a dirlo, riuscivo ad argomentare così spudoratamente in favore della provincia Messinese che finivo per essere insopportabile anche a me stesso.
Appena arrivato nel punto in cui, solitamente, rallenti per guardare il sole adagiarsi sul Mar Tirreno e ringrazi Dio per essere nato a poche centinaia di metri, precisamente sul ponticello che solca il Canale degli Inglesi, non ho scorto il tramonto o un airone cenerino godersi la bellissima giornata primaverile, ma tutt’altro. Infatti, la poesia dei luoghi, i pensieri di serenità ai quali mi ero abbandonato solo per poche ore, sono stati interrotti brutalmente dalla vista di una Cinquecento bianca con le quattro frecce inserite difronte all’ingresso dell’ex Istituto Poste e Telegrafonici.

Non c’è stato neanche bisogno di giungere sul posto per intuire cosa stesse avvenendo, si stava infatti perpetrando l’ennesimo reato di discarica abusiva.
Per quel che può servire, ho impedito che l’azione venisse portata a termine.

ganzirri1Tuttavia, il risultato sul mio stato d’animo è stato ugualmente devastante. Avrei preferito di gran lunga essere arrivato qualche minuto dopo, perché quello che ho visto e sentito, sarebbero bastevoli per rattristare chiunque. Non la possiamo vincere questa battaglia così come stiamo agendo.

Quando mi sono accostato alla macchina in questione ero carico di veleno pronto a sferrare il morso mortale, ma poi ho visto un gruppetto di giovani ragazze ed ho capito di aver perso in partenza. Giovani donne, che già avranno viaggiato tanto, ragazze della generazione Erasmus che si confrontano con diverse culture, scaricavano placidamente i resti della loro giornata di festa. Essermi fermato è stato come una pugnalata al petto, avrei preferito non aver sentito le scuse assurde che quelle cittadine disinvoltamente accampavano.

messina1Cari signori, per quello che ho visto non ci sono alibi che tengano! La gente per bene, istruita, che vanta titoli e posizioni sociali, non si disfa della propria spazzatura sul ciglio della strada, e per di più davanti ad uno dei luoghi più belli che la città di Messina possa vantare.

Non voglio più assistere a questa barbarie. Il fallimento della famiglia, della scuola e delle istituzioni non possono compromettere gli sforzi che noi tutti stiamo compiendo per migliorare la condizione in cui ci troviamo. È necessario uno stravolgimento del nostro modus operandi. Per ottenere un risultato differente bisogna intraprendere percorsi differenti, approcci nuovi e innovativi, altrimenti finiremo per riempire pagine bianche con le solite tristi constatazioni.

Giuseppe Sanò