La velocità con cui il Commissario Romano (organo tecnico) ed Sindaco Metropolitano Accorinti (organo politico), tenendo all’oscuro tutti i comuni della provincia, si apprestano a dichiarare il “dissesto” della Città Metropolitana di Messina ha un che di fantapolitica e lascia esterrefatti.

Accorinti sta facendo carte false per evitare il dissesto del Comune di Messina, ma corre a firmare quello della Città Metropolitana.

Crocetta, che nelle TV nazionali annunciava, gonfio di orgoglio, che la Sicilia aboliva le Province per prima in Italia, ha operato in modo di mantenerle in vita e gestirle direttamente attraverso i propri Commissari per l’intera legislatura (a proposito di democrazia ed un uomo solo al comando …), poi a fine mandato sconfessa se stesso e le ricostituisce (con una maggioranza trasversale all’ARS coperta dal voto segreto!) come erano prima (Presidente, Assessori, Consiglieri, ecc..), complici anche i 5stelle ed alla faccia della riduzione dei costi della politica.

Il dottor Romano ammette, in conferenza stampa, che Messina è in condizioni migliori di altre province e non ha debiti pregressi ma vuol essere il primo della classe.

– Romano conferma che tutto è dovuto da un “prelevamento forzoso imposto dal Governo di 25.000.000,00 euro”, cosa che fatà saltare il Bilancio di previsione.

Ci saremmo aspettati una sceneggiata di Accorinti peggiore di quella tragicomica a Taormina contro il Presidente USA, ci saremmo aspettati la convocazione straordinaria di tutti i Sindaci e i Deputati della provincia, ci saremmo aspettati un forte intervento di Crocetta a Roma, con il rango di Ministro, a sostenere che le Città Metropolitane Siciliane non possono fallire per esigenze esterne ed invece abbiamo avuto la fugace visita di Crocetta (siamo in campagna elettorale) solo per la Messa serale del 14 agosto ai piedi della Vara…

Ci chiediamo come potranno essere mantenuti i “patti” sottoscritti dal Governo con città Metropolitane in default

Ci chiediamo quale prestigio e potere avranno queste Città nel rapporto autonomo con l’Europa …

Mentre Accorinti aspetta il Dalai Lama e Crocetta spera di poter correre per un secondo (illusorio) mandato finalmente c’è chi batte un colpo.

Riportiamo di seguito la nota diffusa dall’on. Nino Germanà ma convinti che lui sbagli quando afferma che “la Regione siciliana può far ben poco”.

La Regione, anzi il suo Presidente, può fare molto in una trattativa seria con il Governo centrale se è vero chela politica vera è trovare le soluzioni ragionevoli ed onorevoli nell’interesse di tutti, e l’interesse dell’Italia, oggi più che ieri, parte dal rilancio economico della Sicilia e del meridione:

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Germanà“Il dissesto, si sa, non è una scelta politica ma è una condizione dettata dai numeri”, cosi il deputato regionale Nino Germanà sulla situazione finanziaria della città metropolitana di Messina.

“Sono stato assessore della ex Provincia di Messina, adesso Città Metropolitana e ne conosco le potenzialità e pur non avendo passività pregresse rilevanti, non riuscirà a chiudere il Bilancio preventivo 2017 entro il termine di legge del 30 settembre, a causa del prelevamento forzoso imposto dal Governo centrale ( solo per Messsina per il 2017 è pari a 25.000.000,00 euro), poichè non ha entrate proprie sufficienti a coprire i costi dei servizi essenziali.

Messina è la prima delle 9 ex province siciliane ad avviare le procedure di dissesto finanziario .Questo è quello che accadrà se il Governo centrale non provvede immediatamente a bloccare il prelievo forzoso sul contributo di solidarietà. Messina sarà soltanto la prima ed a seguire si avvieranno al dissesto tutte le altre ex Province siciliane con gravissime conseguenze sociali…basti pensare che la provincia di Siracusa non paga gli stipendi da 5 mesi.

La Regione siciliana può far ben poco ma faccio un appello accorato a tutti i nostri autorevoli rappresentanti romani perché facciano sentire forte la loro voce”.