Rosy Bindi ha mantenuto l’impegno e “dopo il voto”, per non intefeire nella campagna elettorale, ha reso noti i nomi che la Commissione Antimafia giudica “impresentabili”.

Tra questi partiamo con quelli effettivamente eletti che potranno quindi influenzare i lavoro dell’ARS:

– Giusy Savarino, candidata con #diventeràBellissima, inserita nel listino del Presidente Nello Musumeci: la Savarino era stata indicata come impresentabile dal candidato presidente Cancelleri, in quanto figlia di Armando Savarino, ex direttore dell’azienda sanitaria agrigentina, “condannato dalla corte d’appello nel 2014– dichiarava Cancelleri – con l’accusa di tentato abuso di ufficio: avrebbe promesso ai soggetti che a lui si rivolgevano la formazione di una graduatoria a loro favore in cambio di voti per l’elezione della figlia”.

– Cateno De Luca, candidato di Sicilia vera, schieramento Musumeci: indicato come “impresentabile” da Cancelleri in quanto imputato per il cosiddetto “sacco di Fiumedinisi” con processo in attesa di sentenza ma questa mattina arrestato con l’mputazione di frode fiscale.

– Antonello Rizza, candidato con Forza Italia: Rizza è sindaco di Priolo e secondo il Movimento conterebbe “una ventina di capi di imputazione in 4 processi a suo carico. Tra i reati di cui è accusato concussione, abuso d’ufficio, truffa aggravata, corruzione elettorale e voto di scambio”.

– Luigi Genovese, considerato “impresentabile” per il fatto di essere figlio di Francantonio Genovese, condannato ad 11 anni in primo grado per truffa (corsi di formazione).

– Giuseppe Federico (Forza Italia), ritenuto “impresentabile” in quanto rinviato a giudizio per aver “fornito un falso alibi a un suo ex collega carabiniere, a sua volta sospettato di rapina”.

NON SONO STATI ELETTI INVECE:
Giambattista Coltraro (Udc): “A processo perché accusato di aver rogato atti pubblici falsi per favorire un’organizzazione criminale. Del caso si è occupata la commissione regionale antimafia presieduta proprio da Musumeci”. Sospeso dalla professione di notaio

Santi Formica (Forza Italia): “al centro di una vicenda giudiziaria per i fondi extrabudget assegnati ad alcuni enti di formazione professionale, condannato al risarcimento di 378mila euro per danno erariale”.

Giuseppe Gennuso (Autonomisti e popolari): “indagato per truffa aggravata, adulterazione delle acque e frode nell’esercizio del commercio”.

Roberto Clemente (Autonomisti e popolari) : condannato in primo grado a 6 mesi di carcere per corruzione elettorale.

Pippo Sorbello (Udc): “a processo per voto di scambio per le campagne elettorali per il comune di Melilli e per le regionali 2008”.

Roberto Corona (Autonomisti e popolari): “condannato in primo grado a tre anni dal tribunale di Roma per lo scandalo delle fideiussioni facili dell’Ascom Finance”.

Francesco Salone (Autonomisti e popolari): indagato per truffa.

Gaetano Cani (Udc): rinviato a giudizio per estorsione ai docenti di un istituto paritario.

Santino Catalano (Autonomisti e popolari): “da deputato regionale ha patteggiato nel 2012 un anno e 11 mesi per aver costruito un fabbricato di due piani in una zona sottoposta a vincolo ambientale”.

Riccardo Pellegrino (Forza Italia): “Il suo nome finì nella relazione dell’Antimafia di Musumeci. Suo fratello Gaetano, arrestato nel 2014, è ritenuto dagli inquirenti vicino al clan dei ‘Carcagnusi’ “.

Mario Caputo (Noi con Salvini): “Fratello di Salvino, deputato decaduto dall’Ars per una condanna per tentato abuso d’ufficio: cercò di far cancellare multe a politici ed eminenze religiose. In passato processato per una falsa testimonianza al processo Cuffaro ed è stato assolto per il principio di ‘non punibilità’ “.

Marianna Caronia (Forza Italia): indagata nell’inchiesta “sistema Trapani”, che secondo la Procura “avrebbe incassato liquidazioni gonfiate”.

Di fronte questa lista di nomi, ed alcune accuse e condadanne, il Presidente Musumeci dovrebbe fare “una seria rislessione