Caro Presidente Musumeci,
non ho votato per Lei ma, come Lei correttamente ha subito precisato, la considero il mio Presidente e come tale a Lei mi rivolgo prima ancora che ai Deputati, anche del mio schieramento.

Oggi Lei, se pur politico esperto, rappresenta, per coerenza e moralità, il nuovo della politica siciliana.

Lei si trova a Governare la Sicilia con una maggioranza incerta e per i numeri che la distanziano di poco dalla somma degli oppositori e per la qualità e le profonde differenze che, non nascondiamolo, si appaleseranno durante il suo mandato all’interno della maggioranza di centro destra.

La legge, però, Le attribuisce potere di vita o di morte sulla legislatura e, conoscendo la riottosità dei Deputati alla perdita della poltrona, le affida un’autorità difficilmente discutibile.

Sono convinto che le grandi riforme, e quelle elettorali in particolare, o si fanno ad inizio legislatura o non si fanno o si fanno male!

La competizione appena terminata ha posto in luce due aspetti di grande peso morale e civile: il ruolo delle donne e quello degli impresentabili.

Sul primo credo che ci si trovi davanti una ipocrisia disgustosa: avere lasciato l’obbligo della presenza in lista di una percentale di donne (come una riserva per i Panda) e dall’altro non aver inserito la “doppia preferenza di genere” ha umiliato non solo le donne, ritenute un necessario tappabuchi, ma tutto il popolo siciliano, almeno quello che si rifà ad una società inclusiva ed intrinsecamente democratica.

E’ un errore grave quello che la precedente Assemblea Regionale ha commesso: è un errore al quale Le chiedo di rimediare prontamente per ridare dignità alla Sicilia e per il futuro, non lasciare senza rappresentanza metà dei pochi cittadini che ormai si recano alle urne.

donna

 

Non è certamente un bel vedere fra le 70 persone sedute all’ARS solo 11 donne elette che poi diventano 13 solo grazie alla Sua scelta nella formazione del “listino” !

 

Il secondo problema, quello degli “impresentabili”,  è altrettanto importante anche se di difficile soluzione.

Apprezzo la Sua sensibilità verso questo problema.
Occorre trovare un sitema “preventivo” che, al di là dei Certificati del casellario giudiziario, tenga lontano dalle Istituzioni chi le ha usate o le potrebbe usare per fini personali ed eversivi.

Una norma che sospenda attività e retribuzione nei confronti di chi è condannato (anche solo in primo grado) per reati fiscali, per reati contro lo Stato, per fiancheggiamento alla mafia, sarebbe un primo passo.

Molti si appelleranno alla presunzione d’innocenza sino al terzo grado … ma, mi chiedo: questa presunzione è ammissibile nei confronti di chi liberanente ha scelto di rappresentare il popolo e difenderne gli interessi ?

In altri paesi vi sono politici che hanno visto andare in fumo la propia carriera per aver copiato una tesi o mentito o non versato i contributi per i dipendenti…

Non chiedo che si arrivi a questo ma una Sua iniziativa non può farsi attendere.

Ferme restando le dovute differenze fra maggioranza ed opposizione, così come stabilite dagli elettori, e senza invocare “inciuci” assurdi,  sono convinto che le iniziative che Le chiedo troverebbero un consenso difficile ma trasversale in Aula, e lo troverebbero riscattando l’onore della Sicilia.

Buon lavoro, Presidente !