Inclusivo.
Vision e Mission ampiamente condivise.
Baricentro degli interessi su Messina

La città ha bisogno di un Sindaco che affronti senza indugi il dramma della disoccupazione, della povertà e delle fasce deboli.

Non servono risse né la radicalizzazione dello scontro. Il Sindaco della futura città metropolitana deve essere inclusivo, deve puntare al più ampio consenso possibile, deve avere capacità di ascolto dei soggetti portatori di interessi, specie locali.

Il programma politico dal quale ricavare la struttura del mandato politico deve essere redatto con la piena partecipazione della società civile, nel segno di una netta discontinuità con il passato.

Macrobiettivo da realizzare deve essere l’aumento dell’occupazione facendo riferimento ad una strategia che non può più essere coniugata con assistenzialismo e clientele, ma entro un modello di Sviluppo sostenibile e nella logica della “Inclusione Attiva”, la stessa utilizzata in occasione delle misure di contrasto alla povertà (l’Italia ha finalmente una legge in materia), con il “Reddito di inclusione sociale attiva”, poi diventato Rei , Reddito di Inclusione (strumento che prevede il reinserimento socio lavorativo a condizione che si sottoscriva un patto per l’inclusione).

Per quanto riguarda le fasce deboli, devono essere potenziati i servizi alla persona specie sul versante sanitario e sociale.
Le modalità con le quali devono essere raggiunti tali obiettivi del programma devono essere il vero terreno di confronto dei vari candidati sindaci.

Dalle prime battute, sembra cogliere nel segno l’uscente Accorinti del quale va apprezzata la decisione di ricandidarsi per verificare se il consenso elettorale del 2013 verrà riconfermato e gli sarà affidato un secondo mandato.

Anche Bramante sembra partito con il piede giusto, se confermerà la sua candidatura.
Da apprezzarne la voglia di “coinvolgere tutti i protagonisti interessati, di voler rappresentare la società civile, di voler fare sintesi tra i bisogni della gente e la formulazione di una nuova offerta della politica che non sia espressione di pochi “.
E’ auspicabile che anche gli altri candidati si sintonizzino su questa lunghezza d’onda, nell’interesse della città.

Paolo Saglimbeni