I consiglieri comunali Felice Calabrò e Antonella Russo questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa in riferimento alle due versioni del cosiddetto “SalvaMessina”, allo stato attuale delle Partecipate comunali ed all’imminente predisposizione del Piano pluriennale di riequilibrio, al fine di evidenziare alcuni aspetti.

I due consiglieri del PD prendono atto con piacere che la seconda versione dell’ordine del giorno denominato “SalvaMessina” sia di molto migliorativa paragonata alla precedente, e riduttiva rispetto ai sacrifici richiesti ai cittadini messinesi, per cui pare che la manovra “lacrime e sangue”, in meno di 15 giorni si sia trasformata in manovra quasi “latte e miele”.

Adesso, al netto di prese di posizioni politiche o sindacali, a meno di 20 giorni dal fondamentale voto sul Piano di riequilibrio, non è più tempo né di sciorinare numeri, che magari cambiano consistenza da un giorno all’altro, né di fare proclami o sterili prese di posizione.

Entrambi i consiglieri hanno dimostrato, con il loro voto favorevole al Salvamessina di non essere ingabbiati in posizioni politiche preconcette, ma di voler collaborare per il bene della citta; ben consapevoli che quella votata era solo una dichiarazione di intenti, per quanto molto severa, ma che sulle singole manovre economiche ci si sarebbe dovuti confrontare seriamente; e che il dissesto economico finanziario giammai può essere considerata una scelta, una strategia o una via d’uscita dai problemi, bensì una obiettiva condizione di cui non si può che prendere atto.

Ecco il motivo per il quale, al fine di poter votare la manovra di riequilibrio finanziario liberamente e soprattutto consapevoli del reale attuale stato delle casse comunali, ritengono sia indifferibile ed indispensabile acquisire immediatamente, e comunque non oltre 10 giorni da oggi, i seguenti fondamentali atti, al fine di poterli visionare ed approfondire in un termine di almeno 5 giorni prima del voto finale del piano di riequilibrio. Formulano, quindi, contestuale espressa richiesta al Sindaco di Messina in tal senso.

I documenti richiesti all’Amministrazione nel suo complesso sono i seguenti:
1) Certificazione del Ragioniere Generale attestante la consistenza dei debiti fuori bilancio e della situazione debitoria dell’Ente al 31.10.2018, previo coinvolgimento di tutti i Dirigenti comunali, responsabili dei relativi Dipartimenti;
2) Relazione da parte delle Aziende Partecipate del Comune di Messina, con particolare riferimento ad Amam, Atm e Messina Servizi, certificata dai rispettivi Organi di revisione, della posizione debitoria/creditoria di ogni singola Partecipata;
3) Resoconto specifico da parte di ATM della situazione debiti/crediti con il comune di Messina, attesa la necessità dell’Azienda trasporti cittadina di rivedere i bilanci aziendali dal 2002 ad oggi al fine di adeguarli con quelli comunali, presupposto necessario per la sua liquidazione e per la successiva trasformazione in Spa pubblica.

Appare evidente che, oltre a ciò, sia assolutamente necessario, come già richiesto in sede di emendamenti alla prima stesura del SalvaMessina, la predisposizione di piani economico-finanziari asseverati come per legge, finalizzati ad avere la piena consapevolezza della sostenibilità economica delle trasformazioni societarie che l’Amministrazione attiva vuole mettere in campo, rispetto ai servizi che si vogliono erogare, ed al costo del personale necessario per garantirli. Ciò in particolare riferimento alla volontà ufficiosamente manifestata al Consiglio comunale di istituire una Azienda speciale per la futura gestione dei servizi sociali cittadini.

Infine, in relazione alla delicatissima questione riguardante i debiti fuori bilancio e le transazioni con i creditori, rilevando come finora non sia stata data purtroppo quella necessaria accelerata sulla stipula di atti transattivi, svariate volte richiesta dalla Corte dei Conti siciliana nell’esaminare i nostri bilanci annuali, che fino ad oggi non ha differenziato l’attuale gestione comunale rispetto alla precedente, appare opportuno, e non più differibile, stabilire, anche nel rispetto dovuto alla cosiddetta “par conditio creditorum”. Gli oggettivi criteri di sottoposizione al Consiglio comunale delle delibere di riconoscimento dei debiti fuori bilancio da inserire nel piano di riequilibrio.

Calabrò ed Antonella Russo hanno anticipato, al riguardo, che secondo loro le transazioni con i creditori, già intervenute o ancora da formalizzare devono essere inserite nelle rispettive delibere di riconoscimento del debito fuori bilancio, soprattutto in considerazione della probabile proposta di pagamento rateale del loro credito; ciò anche in ossequio alla recentissima sentenza della Corte dei Conti, sezione delle Autonomie n. 21 del 9 ottobre 2018.

In merito, poi, alla possibilità o meno di inserire nella rimodulazione del Piano anche le consistenti posizioni debitorie maturate dall’1 gennaio 2014 al 30.09.2018, visto anche l’interlocutorio incontro ministeriale, che nessun concreto ausilio ha dato in tal senso, sarebbe opportuna una richiesta urgentissima di parere inoltrata alla sez. regionale della Corte dei Conti dal Sindaco di Messina, come espressamente previsto dall’art. 7 comma 8 della L. 131 del 2003.