Gent.li redazioni,
Vi invio una lettera aperta a cui spero vogliate dare voce, poche righe nate dalla frustrazione di poter neanche più protestare per la condizione miserrima in cui le circoscrizioni si trovano costrette ad operare.

Quel muro basso delle circoscrizioni, quel muro che percorre e delimita gli spazzi dove l’ordinario diviene straordinario e s’intreccia con il lavoro, di chi ancora crede nel riscatto sociale e si rifiuta di chinare la testa al degrado, al sopruso e alla menzogna della rivoluzione, si sta sgretolando.

Sono stanco di essere additato come l’indegno ed inutile occupante di una immeritata poltrona, una sgangherata sedia che fa comodo a tutti quando si richiede l’aiuto, il sostegno e l’impegno dei tanti consiglieri che non si sottraggono mai al dialogo ed al duro lavoro per rispondere ai bisogni della comunità.

Sono stufo di essere messo alla berlina per l’inefficienza della macchina burocratica.
Non ci sto ad essere messo alla gogna ad ogni piè sospinto.

Noi, quelle sentinelle che operano ai margini degli angoli più remoti del regno, noi consiglieri, a cui viene richiesto di essere all’occorrenza sceriffo, volontario, giardiniere, muratore, vigile, ingegnere, pronto intervento, noi che immeritatamente occupiamo una poltrona, regalataci dagli stessi cittadini che oggi sono adunati sotto il patibolo, noi persone di cui diffidare, siamo il perfetto capro espiatorio del fallimento della rivoluzione.

Perché se non vengono messi in bilancio i fondi per l’igiene cittadina la responsabilità è della circoscrizione;
se le lampade permangono spente vita natural durante e se non iniziano i lavori di bitumazione, ottenuti grazie alla destinazione dei fondi Tasi 2015/2016, la colpa non può che essere dei consiglieri circoscrizionali;
quando a breve, la città sarà un unico grande pantano per l’assenza di pulizia di tombini e caditoie, non dimenticate di inveire contro chi indegnamente vi rappresenta sul territorio.

Ma ora sono stanco di chinare il capo e sottostare alla grande menzogna, chi si dichiarava lontano dai vecchi metodi della politica ha solo cambiato i destinatari del proprio favore e continua indisturbato ad agire con le strategie tipiche della prima e della seconda Repubblica.

Lo ricordo solo io il dicembre del 2016?
Avete dimenticato quelle fredde giornate in cui l’ex assessore Eller fece il miracolo del bilancio presentato entro i termini di legge e veniva richiesto il parere delle circoscrizioni?
Lo stratagemma per comprare il favore dei bifolchi delle circoscrizioni risultò essere la promessa della predisposizione dei bilanci circoscrizionali e l’attribuzione della delega alla manutenzione ordinaria di strade, marciapiedi e del verde pubblico, così come previsto dallo Statuto Comunale del Regolamento per il Decentramento.

Ma la nuova macchina politica, che si muove tra il sacro e il profano, quella rivoluzione che fonda le proprie basi urlando con noi o contro di noi, quel movimento che ti colpisce duramente con la complicità della stampa nazionale, che misteriosamente è sempre al corrente delle angherie perpetrate ai danni dell’amministrazione più efficiente d’Italia e mai contro i messinesi, sapete come osa chiedere il sostegno delle circoscrizioni nel momento più difficile del proprio rivoluzionario percorso?

Il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, a pochi giorni dal voto sulla sfiducia al Sindaco Renato Accorinti, gli ormai esperti seduttori di anime tirano fuori nuovamente la fandonia del decentramento, ottenendo il sostegno di quattro Presidenti su sei e trascinando anche i singoli consiglieri nella farsa delle farse.

Perciò domani quando applaudirete all’ultimo boia che mozzerà la testa del consigliere di quartiere o più semplicemente della persona che chiamate a qualsiasi ora del giorno e della notte, festivi compresi, ricordate chi era, da dove veniva e dove voleva fare.

Giuseppe Sanò, consigliere a tempo determinato della VI Municipalità