Quando si è nello stato d’animo giusto si dovrebbe pagare per assistere ai lavori di alcune Commissioni consiliari.
Ovviamente occorre essere predisposti altrimenti si rischia di cadere in depressione.

Oggi in Commissione istruzione – legalità – pari opportunità dopo il consueto , ed in alcuni momenti esilarante, scontro Risitano Vs Trischitta abbiamo assistito alla proposta al Consiglio di chiedere alla Giunta un atto “in violazione di legge” per arrivare poi, in una lezione di Politica, (fra l’altro non sapevamo che il Consiglio si occupasse anche di politica estera) ad apprendere che il Dalai Lama sarebbe un “Capo di Stato”

Ma andiamo per ordine.

° Lo scontro Risitano Vs Trischitta verteva sulle “pari opportunità” e mentre la Risitano ne dava una interpretazione molto ampia il Trischitta sosteneva come un ritornello che la Giunta Accorinti è quella che discrimina di più le donne (un solo assessore donna) mentre il Consiglio ha quasi tutte le presidenze al femminile …

Un dialogo tra sordi ed uno scontro che ha dell’assurdo se non fosse per deprecabili eccessi nel comportamento e nel linguaggio, eccessi che hanno causato sospensioni e rallentamento dei lavori.

° Mense scolastiche.
Non ci sono i soldi mentre il Consiglio, nel bilancio approvato, li aveva inseriti: dove saranno? Forse nel salvataggio di Messinambiente?
In ogni caso c’è, ed è reale, il problema di coloro che non possono pagare la quota a proprio carico come prevede la legge.
La Risitano invita a violare la legge ed intervenire (con quali soldi ?) a favore dei meno abbienti sapendo di andare incontro sia ad una sanzione pecuniaria certa che ad altre ripercussioni essendo Messina in (pre)dissesto.

° Dalai Lama.
La visita a Messina, fortemente voluta da Accorinti (per convinzione personale ma anche, ovviamente, in funzione mediatica) è mal digerita dal Consiglio anche perché comporta spese al momento ritenute superflue .

Amata: “lo ospiti a casa sua”!
Come si fa a darle torto?
Al di la delle battute, i soldi non potrebbero essere impegnati meglio nei servizi sociali ed è proprio necessario mettere in atto un comportamento che ha fatto reagire l’Ambasciata cinese ed è in contrasto con la politica estera Italiana?

La Caccamo ha voluto dare una lezione di Politica e diritti umani: ma ha toppato.

Il Dalai Lama non è un Capo di Stato, dal 11 marzo 2011 ha rinunciato alla carica di Capo del Governo tibetano in esilio (peraltro non riconosciuto) ed è semplicemente la più alta autorità teocratica del Tibet.
In quanto ai “diritti civili” sicuramente non applicati in Cina ce ne ricordiamo quando, per convenienza personale, andiamo a comprare cinese?