Sia ben chiaro: tutta la questione non riguarda ne la Giunta Accorinti ne l’attuale Consiglio Comunale.

Dal 2001 i Bilanci dell’ATM, se pur approvati dagli organi interni, non sono passati al vaglio del Consiglio Comunale, unico organo abilitato alla loro definitiva approvazione.

L’Amministrazione ha ritenuto di fare il punto (doveroso) della situazione abnorme e nel 2014 stabilì che tutto il pregresso, con le dovute rettifiche che portavano in pssivo i bilanci, doveva essere asseverato nel bilancio 2012 da portare all’esame del Consiglio Comunale.

Oggi la Commissione consiliare non ha approvato, con la sola eccezione di Rella e Risitano, i bilanci formulati ed inviandoli così all’esame dell’Aula.

Dopo il voto si è aperto il vero dibattito.
I consiglieri contestano il metodo adottato.

L’ATM, dopo le osservazioni di Palazzo Zanca, ha modificato i bilanci arretrati attestando un “buco consistente” proveniente via via sin dal 2001; questi debiti sono stati inseriti nel primo bilancio utile (2012) e quindi nel “piano di riequilibrio”: tutto questo per fare chiarezza e ripartire da un punto fermo.

Ma i Consiglieri non ci stanno ad approvare bilanci che contengono debiti certi ma non verificati e che solo ora vengono portati alla loro attenzione.

A chi ha sottolineato che occorreva nominare un “commissario ad acta” per far luce su tutti i bilanci a partire dal 2001 il Dottor Le Donne ha evidenziato che non era compito dell’Amministrazione ma del Consiglio adottare una tale (corretta) misura.

Ci chiediamo, ma perché il Segretario Generale, organo di garanzia, invece che avallare (o suggerire) nel 2014 l’iter adottato non ha suggerito a suo tempo la via maestra al Consiglio Comunale ?

Ora come la mettiamo, cosa farà il Consiglio?
Approvare la procedura seguita, se pur con le migliori intenzioni, equivale nei fatti ad un “sanatoria mascherata” utilizzando peraltro il “piano di riequilibrio”.

Vorremmo nutrire la stessa fiducia di Le Donne nell’approvazione del “Piano”, e nella sua successiva sostenibilità, così come nella sua affermazione che “chi ha sbagliato pagherà” ovvero: i debiti inseriti nel “riequilibrio” non saranno saldati in modo automatico ma saranno prima sottoposti a verifica …

Totò avrebbe detto ”… ma mi faccia il piacere…”

Un’ultima osservazione: ma è possibile che il dibattito nelle commissioni debba sempre essere “strozzato” dall’orologio contro ogni concetto di democrazia e trasparenza e senza sostanziale “rispetto” per il massimo organo elettivo ?