La corruzione spuzza”, libro uscito nelle librerie lo scorso 4 aprile, è stato scritto “a quattro mani” dai giudici Raffaele Cantone, presidente dell’Anac e Francesco Caringella, presidente di Sezione del Consiglio di Stato.

Il titolo inizialmente doveva essere “La corruzione non esiste”, parafrasi di una nota espressione (mafiosa), stavolta utilizzata per sottolineare la negazione di un’evidenza ed il distacco dei cittadini che non percepiscono la corruzione come danno sociale e non ne riconosco la gravità.

cantoneIndubbiamente, però, la frase del Papa, che fa da titolo a questo libro ha un impatto comunicativo ben più forte e non lascia dubbi su questo male e su chi se ne fa portatore. Spuzza!

Il percorso di indagine seguito dai due giudici si articola in nove capitoli, che già dai titoli danno una chiara indicazione di come si voglia proporre la conoscenza di questo fenomeno, anzi di un male.

La corruzione fa male a tutti”, perché in qualsiasi forma ed entità si presenti, “peggiora ogni giorno le nostre vite e ruba il futuro ai nostri figli ”. La “spuzza” ci riguarda, come sottolineano gli Autori, ben più di quanto vogliamo vedere e ammorba qualsiasi campo: dalla sanità, all’università, dall’edilizia all’ ambiente, coinvolgendo la politica e persino la giustizia, come raccontato nel capitolo “La corruzione abita anche nei palazzi di giustizia”.

Particolarmente drammatico è il riferimento ai crimini perpetrati contro il territorio. La corruzione uccide: testimonianza visibile “la terra dei fuochi”, un “ecocidio perfetto”; genera bruttezza, come il “sacco di Palermo”, uno dei crimini citati nel libro, che ha portato alla distruzione di splendide testimoniante Liberty come Villa Deliella. “La corruzione ci rende ignoranti” e costringe le forze migliori a scappare, perché è impossibile – in queste condizioni – battersi con un sistema corporativo e “familiare”; eclatante il caso Lanzetta, eccellente chirurgo ortopedico giudicato “inadatto perché troppo bravo” a ricoprire un posto di professore ordinario nell’Università dell’Insubria!! L’apoteosi della “mediocrazia”.

Tanto forti sono le forze messe in campo, tanto forte è questo male, per la capacità di infiltrazione e moltiplicazione dei meccanismi corruttivi che bloccano il sistema originario, legale, per dar vita a dinamiche criminali.

RAFFAELE-CANTONENe sono testimonianza le vicende che hanno caratterizzato l’ultimo trentennio della nostra storia , a partire dalla “madre” di tutte le inchieste, “Mani pulite” a tutte le vicende giudiziarie di maggior eco mediatica: “Mose”, Roma Capitale etc. All’azione della Magistratura, non ha risposto con la stessa coerenza d’intenti la Politica, anzi alcuni provvedimenti legislativi sono andati decisamente in direzione opposta, basti pensare l’altalena legislativa del falso in bilancio. Nemmeno i cittadini hanno mostrato particolare attenzione al problema, l’indignazione è emozionale e momentanea, fa registrare picchi di partecipazione che scemano, con altrettanta velocità, nell’indifferenza collettiva.

“Cosa fare?”. I rimedi proposti nel libro si basano su tre pilastri: repressione, prevenzione ed, in particolare, educazione.

Partendo dagli “uomini del domani”,attraverso la scuola, la famiglia e l’impegno sociale di ciascuno, si possono formare cittadini “dotati della cultura della libertà e dei valori per governare in modo giusto ed equilibrato il mondo di domani”. Questo è il profumo della civiltà.
In conclusione si può dire che “La corruzione spuzza” presenta un quadro completo della situazione con un approccio semplice e discorsivo; senza invettive o particolari “scoop” che, non erano nelle premesse metodologiche degli Autori, che sono, bisogna ricordarlo “uomini delle Istituzioni”. Un libro misurato, attentamente dosato per far avvicinare ad un argomento, con il compito, tutt’altro che semplice di parlarne, in maniera obiettiva, dalle “dalle radici alla chioma” senza operare potature filosofiche, politiche o di altra natura. Un compito riuscito, che comprende nella una sezione “note”, di oltre sessanta pagine, un corposo strumento per affinare la “competenza” anticorruzione.