“Finalmente, dopo anni, si potranno conoscere e confrontare i nomi degli affiliati alle cosche con gli scritti alla massoneria.”
“Proposta di legge per incompatibilità tra gli iscritti alla massoneria e chi svolge ruoli apicali nella pubblica amministrazione”

I primi di agosto del 2016 la Commissione Antimafia sentì Stefano Bisi, Gran Gaestro della Gran Loggia d’Oriente e gli chiese di consegnare gli elenchi degli iscritti di Sicilia e Calabria.
Stefano Bisi oppose un netto rifiuto a questa richiesta. Il rifiuto fu “giustificato” in nome del rispetto del diritto alla privacy, ma l’Antimafia ha giudicato “assolutamente pretestuosa” questa scusa.

Claudio Fava e Rosy Bindi

Claudio Fava e Rosy Bindi

Adesso lo SCICO della Guardia di Finanza, su delega della Commissione, ha sequestrato gli elenchi degli iscritti alla massoneria dal 1990 ad oggi nelle logge di Sicilia e Calabria. Grande Oriente d’Italia, Gran Loggia Regolare d’Italia, Serenissima Gran Loggia d’Italia e Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori come richiesto dalla Presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi.

Il GOI con i suoi 23 mila iscritti non ha preso bene i motivi addotti dalla Commissione Antimafia che hanno portato al sequestro degli elenchi; cioè che nel corso di missioni in Sicilia e Calabria, di audizioni e documentazioni è emerso il forte rischio di infiltrazioni di Cosa Nostra e ‘ndrangheta nella massoneria.

simbolo massonico

simbolo massonico

Da notare che nel 1995 gli iscritti al GOI in Calabria erano circa 700, adesso sono 2.600 ed il Gran Maestro Minnicelli dichiara che una tale crescita non è assolutamente giustificata.

Ora sono state presentate due proposte di legge dal vice presidente della commissione Antimafia, Claudio fava e dal deputato Mattiello del Pd.
Queste due proposte vogliono sancire l’incompatibilità tra gli iscritti alla massoneria e chi svolge un ruolo apicale nella pubblica amministrazione; quindi se dovessero ricevere il voto positivo del Parlamento, non potranno diventare massoni, magistrati, ufficiali e dirigenti delle Forze dell’Ordine, avvocati, personale della carriera prefettizia e diplomatica, professori e ricercatori universitari, dirigenti della pubblica Amministrazione.

L’attenzione dell’Antimafia si rivolge sulla massoneria dopo l’audizione della procuratrice aggiunta di Palermo, Teresa Principato, sulla rete di protezione che copre la latitanza del boss Matteo Messina Denaro.
Finalmente, dopo anni, si potranno conoscere e confrontare i nomi degli affiliati alle cosche con gli scritti alla massoneria.