Non mi interessa entrare nel merito della discussione sulla pubblicazione o meno della variante. Da parte dell’Amministrazione Comunale non c’è alcuna disponibilità all’ascolto; qui voglio solo riportare il disposto del comma 2° dell’art. 39 del D.Lgs. 33/2013, confermato dal D.Lgs. 97/2016:
La documentazione relativa a ciascun procedimento di presentazione e approvazione delle proposte di trasformazione urbanistica d’iniziativa privata o pubblica in variante allo strumento urbanistico generale comunque denominato vigente……è pubblicata in una sezione apposita nel sito del comune interessato, continuamente aggiornata
Ognuno faccia come crede assumendosi la responsabilità dei propri comportamenti

Quello che mi interessa mettere in evidenzia è altro.
La Variante di Tutela Ambientale è data dalla sovrapposizione delle carte tematiche relative, alla suscettività edificatoria del vigente P.R.G, al Piano di Assetto Idrogeologico, alla micro zonizzazione sismica , allo studio sulla propensione al dissesto,redatto dall’ENEA, al Piano di Gestione della ZPS, al rischio idraulico, e quindi dall’abbattimento totale o parziale della edificabilità delle aree interessate.
Non si è proceduto a nessun’altra valutazione progettuale.
La immediata conseguenza è che chiunque consultando la precedente cartografia, pubblica, volendolo, potrebbe ridisegnare la variante

Ma, c’è di più, con la comunicazione di avvio del procedimento, si è data notizia a tutti i proprietari su quali aree di loro proprietà si sarebbe proceduto con la riduzione e/o abbattimento degli indici di edificabilità.
Ma allora se la variante prevede esclusivamente, la declassificazione di dette aree ne consegue che CHI DEVE SAPERE SA!

Giustificare la segretazione, come fanno De Cola e Le Donne, oggi, alla luce di quanto su detto, sostenendo che la pubblicazione della Variante consentirebbe a quanti subiranno l’abbattimento della potenzialità edificatoria delle proprie aree l’attivazione di procedure che ne comprometterebbero la portata ( per meglio comprenderci : se vengo a sapere che mi tolgono l’edificabilità sui miei terreni mi do da fare, presentando un progetto prima che la adottino o mi rivolgo a qualche santo per farmela togliere dalla variante), che senso ha se già me lo hanno comunicato ufficialmente già dal 2015?

Questo non senso, obiettivamente porta ad immaginare che nelle carte della Variante c’è qualcosa di non dichiarato che è meglio che la città non sappia. Forse più che le volumetrie cassate sono quelle confermate a creare il timore dell’approfondimento specifico?

Aver segretato il P.R.G. vigente nella sua fase di preadozione, non mi pare abbia prodotto risultati gratificanti. Da dove nascevano gli 800 emendamenti approvati in Consiglio Comunale, che a detta di tutti hanno stravolto quel Piano.
Sarebbe utile conoscere le risultanze delle approfondite indagini giudiziarie che ne sono seguite e di cui si è letto sulla stampa.
Portare, quindi, a conoscenza di tutti il contenuto della Variante, oltre che un obbligo di legge, serve anche ad evitare che sulla pianificazione territoriale di Messina si scarichino i nefasti effetti dell’azione amministrativa passata.

Sempre ed in ogni procedimento la conoscenza garantisce tutti,
la segretezza crea privilegi per pochi