L’Arch. Massimo Potenzone su incarico e nell’interesse dei circa 300 citadini firmatari di una petizione popolare del 21.12.2016 ed avente per oggetto “petizione popolare per azzeramento della cubatura edificatoria nella zona Nord di Messinaha protocollato oggi ulteriori considerazioni aggiuntive circa le eventuali ripercussioni urbanistiche e socio economiche della Variante di Salvaguardia riferita alla micro zonazione Q.

MessinaWebTv ha estrapolato alcune parti (di difficile ma illuminante lettura) della consistente documentazione che qui si riporta:

“Considerato che nella stessa Variante (di Salvaguardia Ambientale) però potranno essere riportati volumi che sono stati annotati nel Registro dei volumi comunali, che origineranno possibili ulteriori spostamenti di volumi da Nord A Sud in aggiunta a quelli già previsti nella Delibera del Consiglio Comunale n.74/C del 2012;

Considerato che a causa degli spostamenti di volumi si possono innescare interessi economici di mercato nelle future compravendite, e, cancellazioni o riduzioni volumetriche in Zona Nord, nascenti dal regime vincolistico della perimetrazione della zona”Q” ;”

PREMESSA

La petizione popolare prende le mosse dall’insieme dei malumori diffusosi nella popolazione residente nella zona Nord di Messina, nell’apprendere che con la Variante di Salvaguardia verrà annullata la possibilità, nei lotti disponibili ed in sopraelevazione dell’esistente tessuto edilizio, di poter edificare anche a consumo suolo zero.

Tali malumori sono determinati soprattutto da:

a) aver appreso con notevole ritardo le notizie riguardanti la programmazione, le quali giungono frammentate, contrastanti e poco chiare;

b) dal fatto che molti cittadini si son visti recapitare lettere da parte del Comune di Messina con l’elenco delle particelle catastali di proprietà interessate dalla Variante in itinere, altri non ricevono nulla, altri apprendono che gli elenchi delle particelle -completi di nomi, cognomi codice fiscale e numeri di particelle interessate vengono resi pubblici sul sito internet del Comune, in barba alle leggi della privacy, rendendo quindi noto pubblicamente a terzi: ubicazione, intestazione e tipologia delle proprietà altrui.

c) L’avere appreso che le procedure di avviamento dei “lavori” della Variante sono pubblicate sulle testate giornalistiche non messinesi, Corriere della Sera e Giornale di Sicilia, come quotidiano locale, ma non sulla Gazzetta del Sud che notoriamente è la testata giornalistica locale. Peraltro, nel rispetto della Legge la pubblicazione andava fatta (anche) sulla Gazzetta del Sud in quanto nel periodo di pubblicazione della procedura di avviamento della Variante, da verifiche effettuate, la Gazzetta aveva una maggiore tiratura di copie (40.399copie contro le 34.061 del Giornale di Sicilia).

d) Essere venuti a conoscenza senza la “dovuta” pubblicità e con molta fatica delle modalità e delle indicazioni sul come procedere all’iscrizione delle cubature che i proprietari avrebbero potuto o voluto spontaneamente iscrivere nel registro dei volumi comunali ,che si ricorda prende le mosse dalla Delibera C.C. n.74/C 25.10.2012, scaturite dalla sovrapposizione del PAI sul PRG comunale relativa cassazione delle aree edificabili del territorio messinese in area non più tecnicamente idonea (zona collinare) e del nascente vincolo ad libitum del Dirigente dell’Ufficio Vinca, riguardo la zona Nord perimetro “Q” per poi trasferirle in Zona ZIR e ZIS (Vds Delibera C.C. n.74/C 25.10.2012)

e) Venire – infine – a conoscenza della “strumentale” gestione, da parte del Comune di Messina, della procedura EU PILOT pubblicizzata come procedura di infrazione e che invece – ricordiamo – rappresenta solo il primo chiarimento di informazioni sulla gestione dei siti Natura 2000, infatti l’EU PILOT non è una procedura di infrazione ma una richiesta di informazioni da parte della Comunità europea cioè rappresenta un primo chiarimento su come si sta gestendo la protezione del vincolo. Essa è da considerarsi – pertanto – una fase di dialogo, un mezzo di comunicazione che attiva la Commissione Europea per comunicare con gli stati membri. ( Fonte Ministero dell’Ambiente – Manuale di Risposta Alle Infrazioni UE).

Ciò porta a giustificare o meglio tentare di giustificare una scelta politica del “pianificatore casalingo” (azzeramento dei volumi nella zona Q) spacciandola per protezione dell’ambiente avvalendosi dello specchietto per le allodole dei laghi di Ganzirri e Faro, e, ancor peggio, al fine di attuare la politica dell’azzeramento del volume in zona Nord, lo stesso Ufficio, addirittura, sembrerebbe aver redatto DUE RELAZIONI sul consumo di suolo:
la prima relazione NON PARLA AFFATTO DELLA ZONA Q, parla di rapporti di consumo suolo rispetto all’intero territorio comunale e del rapporto di consumo suolo per singolo habitat, questo richiesto dalla commissione VINCA di Messina. In entrambi i casi il consumo di suolo rimane sotto soglia dell’uno percento. Cioè non esiste né un potenziale rischio infrazione europea nè tantomeno territori da tutelare.

Questa relazione è stata firmata dall’ Ing. Raffaele Cucinotta in data 12 Marzo 2015.

Nella seconda relazione nasce la suddivisione del territorio in 18 zone e la ZONA Q .

La seconda relazione è datata 21 Marzo 2015, data ovviamente successiva a quella di spedizione e a fianco riporta Aggiornamento Luglio 2015 è firmata dal Responsabile del SITC (dott Placido Accolla) , Responsabile del Servizio VINCA Arch. Amelia Leotta, Il coordinatore Tecnico Ing. Raffaele Cucinotta, Il Dirigente Vincenzo Schiera e la commissione Vinca .

Sorge subito il sospetto che gli Enti coinvolti non siano a conoscenza della suddivisione del territorio in 18 Sub-Siti contrassegnati dalla lettera “A” alla lettera “T”, e pertanto questo “vincolo” sia solo nei documenti interni del Dipartimento Politiche del Territorio di Messina, e di fatto trasmesso dalle stesse persone nella redazione della Variante di Salvaguardia Ambientale.

Si ricorda infatti, che la metodologia adottata dall’Amministrazione Comunale per la verifica d’incidenza, costituita dalla divisione del sito ITA030042 in sub-siti, viola tanto la direttiva Habitat quanto il D.P.R. n. 357/1997 che vi dà attuazione.

Pertanto gli Enti in indirizzo delle missive del 18. Marzo 2015 se pervenisse una suddivisione in sub-siti non potrebbero che bocciarla.

Nella seconda relazione (apparentemente MAI TRASMESSA AGLI ENTI in indirizzo) “Studio degli impatti cumulativi sui Siti della Rete Natura 2000”, non è stata eseguita la procedura ambientale tipica – e cioè quella che prende come punto di riferimento il “sito”, così come definito dalla norma – ma si è, invece, inventata e forzata un suddivisione del territorio con perimetrazione servita per redigere gli Standards urbanistici del PRG del 2002 di Messina, quindi una suddivisione urbanistica-dimensionale, dei servizi, strade , etc. etc. affinchè , ovviamente si ipotizza, si potesse arrivare a bloccare l’edificazione dell’intera Zona Nord come da congelarne le cubature, anzi azzerarle per i prossimi 20 anni, cioè fino alla prossima redazione di un nuovo PRG.

Cioè si è trovato il modo di attuare una scelta politica all’interno degli uffici del Dipartimento mascherandola come protezione dell’ambiente, e inserendola nella redigenda Variante di Salvaguardia che ne azzera la cubatura o la riduce a indice agricolo indiscriminatamente per l’intera perimetrazione Q.

Ricordiamo che la fascia costiera e quindi la zona ambientale “sistemi umani intensivi” è composta da una miriade di piccoli fabbricati, e non possono godere di questo regime di trasferimenti di cubatura perché non hanno le caratteristiche indicate nella delibera 74/C

Le migliaia di proprietari di immobili in zona A e B pur avendo veramente titolo riconosciuto anche dalla Disposizione di Servizio Comune di Messina n. 11 del 13.10.2014 e non costituendo un pericolo per l’ambiente, invece, con l’adozione della Variate di Salvaguardia così come è stata concepita si troveranno cassate le cubature per sempre.

Questo trova conferma nelle dichiarazioni fatte alla stampa dai tecnici comunali i quali dicono che solo una piccola parte di cubatura è stata trascritta nel registro delle cubature mentre tutta la rimante parte sarà cassata. Di tutto questo ne hanno fatto un vanto ma, la cubatura che sarà trasferita è per la maggior parte sempre quella rappresentata dalle operazioni immobiliari non eseguite e/o non eseguibili , mentre quella cassata, è la sommatoria della cubatura della “povera gente” ignorante in materia che non comprende neanche ciò che sta avvenendo e che probabilmente anzi quasi certamente non ha mai partecipato a speculazioni edilizie.”

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L’Arch. Massimo Potenzone fa una lunga disamina tendente anche a dimostrare l’inesistenza giuridica della Zona Q ed il suo contrasto insanabile con la direttiva Europea e suggerisce al Consiglio Comunale, nel caso la volesse adottare, un emendamento:

POSSIBILE EMENDAMENTO ZONA Q

In definitiva qualora si ammettesse , per assurdo, la giusta esistenza della sub-zona Q ed il regime vincolistico del Salva Colline, questo si dovrebbe attuare fatta salva le zone A e B di Piano Regolatore ricadenti nella perimetrazione di cui alla tavola B5 in sistemi umani intensivi.

Questo emendamento che andrebbe proposto dal Consiglio Comunale di Messina, permetterebbe di attuare tutte le riqualificazioni, ed attività edilizie, ovviamente palesemente non speculative, necessarie al recupero edilizio e al completamento edilizio in ambito urbano.
Di un tessuto edilizio storico dove non esiste il concetto di consumo di suolo, in quanto urbanizzato, e allo stesso tempo permetterebbe una riqualificazione edilizia della fascia costiera anche per una trasformazione a carattere turistica ricettiva, nonché l’attuazione dei Paini di Recupero.”

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(NdR): Da parte nostra, comuni cittadini, non vorremmo che dietro la bella parola “Salvacolline” posta all’origine di tutto il lavoro dell’Assessorato si nascondesse la più grossa “speculazione edilizia” di questo secolo a Messina!