Nessuna pietà lastre di eternit abbandonate da scaricatori criminali inquinando l’ambiente .

Da Mario Biancuzzo, Consigliere VI Circoscrizione, riceviamo qanto inviato a Messinambiente ad all’Ass. Ialacqua:

“Ho accertato, su sollecitazione di un cittadino, recandomi sui luoghi che sono state abbandonate delle lastre di eternit, ai bordi della strada comunale in contrada Messinese Piano Torre.

Eternt-006Non è più tollerabile che alcuni criminali oltre a sfregiare il suolo pubblico ed inquinare l’ambiente mettono a rischio la nostra vita. Sicuramente questi incivili provvedono di notte ad abbandonare il materiale inquinante e nocivo per la salute pubblica in questo tratto di strada privo di illuminazione pubblica, dove il mostro arrivato dalle montagne ha distrutto tutto, è rimasta cenere, alberi completamente carbonizzati e si respira aria maleodorante cenerile. Questi criminali forse non sanno che l’abbandono di amianto è punito con il carcere per attentato alla salute pubblica.
L’amianto rappresenta una grave minaccia letale per l’uomo, le fibre resistenti e pericolosi, nel momento in cui si sbriciola vengono facilmente inalate senza poter essere arrestate dalle ciglia che ricoprono l’epitelio delle vie aeree, Ed è scientificamente provato che l’esposizione a questo tipo di particella provoca l’insorgere di una serie di terribili malattie.

Qualche imperdonabile “padroncino”, dopo aver realizzato, sicuramente, lavori in nero, ha pensato che fosse quella stradina comunale facile da raggiungere, il luogo più sicuro per sbarazzarsi delle lastre di amianto nocivo per la salute pubblica senza pagare un euro per lo smaltimento come previsto dalle leggi vigenti.

Chiedo agli Organi in indirizzo di voler intervenire per eliminare con personale specializzato l’eternit abbandonato con procedure corrette visto che alcune lastre sono sbriciolate e rotte.

Precisazione: la contrada Messinese è facile da raggiungere, giunti a Piano Torre sulla strada statale 113/dir pressi scuola dimessa, immettersi sulla Via Ziino direzione monte a circa due km svoltare a destra facile da raggiungere si nota un deserto di nerume ed alberi secolari distrutti dal pauroso incendio del 30 giugno 2017.