A margine del convegno “Io non discrimino. Le parole dell’immigrazione ed i nuovi social media”, organizzato a Catania dall’Ordine dei Giornalisti, pubblichiamo l’articolo “Le ONG sono strumenti dell’imperialismo” così come tradotto da Alessandro Lattanzio per Aurorasito:
“Nei Paesi in via di sviluppo o sottosviluppati (in America Latina, Africa, Asia e parte dell’Europa orientale), la partecipazione delle ONG ai servizi pubblici aumenta. Mirano a sostituire gli Stati deboli e/o poveri in vari settori scarsi di risorse. Alcune di tali ONG sono anche coinvolte nella supervisione dello Stato, presumibilmente a favore dei “diritti umani”. È facile sottolineare i problemi fondamentali in tali ONG. Gli Stati sono responsabili verso i propri cittadini. Se i loro governi non sono all’altezza delle aspettative delle masse, rischiano di essere cambiati o, in casi drastici, persino rovesciati dalla popolazione arrabbiata. A chi rispondono le ONG? Solo ai loro donatori, solitamente cittadini benestanti, governi stranieri o potenti corporazioni. Le ONG trasmettono informazioni (vere o meno) ai donatori sui beneficiari per garantirsi le donazioni. Ma capite: se le ONG risolvessero i problemi che gli stanno a cuore, semplicemente non saranno più necessarie. Tuttavia, è chiaro che le ONG non scompariranno e che non esistono per risolvere i problemi a cui s’interessano.
Il fenomeno delle ONG esplose dagli anni ’80, nei Paesi ricchi del primo mondo, per ragioni molto chiare. Nell’élite capitalista globale ci sono vari gradi d’intelligenza e sensibilità, e tra essi uno strato più percettivo notò che l’attuazione del neoliberismo polarizzava le società e generava tensioni sociali. Politici, imprenditori e banchieri neoliberali quindi finanziarono e promossero una strategia parallela “dal basso verso l’alto”, con organizzazioni guidate da un’ideologia “anti-statalista” il cui scopo è placare le masse e, allo stesso tempo, promuovere lo smantellamento dello Stato e la smobilitazione delle organizzazioni politico-sociali serie. Negli anni ’90, tali ONG erano già migliaia e ogni anno muovevano 4 miliardi di dollari. Una delle principali fonti di finanziamento era la Banca mondiale. La convergenza di interessi è chiara: le ONG criticano lo Stato da una prospettiva progressista di sinistra, in difesa di una presunta società civile, mentre la destra lo fa a nome del mercato. In altre parole, mentre i regimi neo-liberali devastavano i loro Paesi e quelli esteri, inondandoli di importazioni, schiacciandoli con debiti da usura, abolendo le leggi sul lavoro e creando una massa crescente di lavoratori precari, le ONG presumevano un ruolo di “autoaiuto” per le comunità locali, deviandole da qualsiasi militanza politico-sociale radicale. Le ONG, in tal senso, non sono altro che una faccia “comunale” del neoliberismo. Sono finanziate dagli stessi personaggi che causano i problemi che cercherebbero di combattere. Quindi, svolgono un ruolo fondamentalmente depoliticizzante e di alleviamento. Lo scopo non è risolvere i problemi, ma cercare di soffocare i conflitti e rendere più appetibile lo sfruttamento capitalista. In tal modo, la stessa classificazione che recano è menzognera. Dato che ricevono finanziamenti dai governi capitalisti e che di solito lavorano con agenzie e dipartimenti di tali governi, non è vero che tali istituzioni siano non governative.
Ultimamente, le ONG hanno assunto un ruolo ancora più importante nelle strategie imperialiste dell’élite globalista. “Le ONG per i diritti umani” infestano i Paesi considerati nemici dai governi atlantisti. Lì, tali ONG operano per indebolire la solidità istituzionale del sistema dei Paesi nemici, istigando la “società civile” contro i governanti in nome dei “diritti umani”, ma a vantaggio dei governi atlantisti e delle multinazionali. Così fu con la primavera araba e Majdan. Le ONG affiliate a George Soros e ad altri finanzieri e/o finanziate dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno adottato i manuali di Gene Sharp dell’ONG Albert Einstein Institute per rovesciare i governi non allineati all’atlantismo. Ancora più marciume permea il mondo delle ONG. Ad esempio, questa settimana l’ONG inglese OXFAM si è scoperta coinvolta in numerosi casi di prostituzione e abuso sessuale ad Haiti. Non è improvviso né sorprendente. Negli ultimi anni vi sono state varie accuse secondo cui la Clinton Foundation e l’OXFAM sono coinvolte in rapimenti, traffico di persone e abusi sessuali ad Haiti. Questo è il vero mondo delle ONG: sfruttamento e sottomissione sotto la mascheratura umanitaria. In risposta, alcuni Paesi, come la Russia, hanno iniziato a vietare ed espellere le ONG occidentali. Il Brasile deve fare lo stesso. Le ONG sono solo strumenti del dominio straniero”.