Franco De Domenico

Il risultato elettorale che mi vede vincitore, premia un progetto condiviso da più componenti. In primo luogo, da tutti coloro che si sono riconosciuti nel nuovo corso del PD, poi da diverse aree della società civile che si sono ritrovate attorno a questo esaltante percorso.

Franco De Domenico

Franco De Domenico

Non posso che rilevare come – stando al dato locale – l’apporto fornito dal nostro progetto sia risultato determinante per una tenuta di fondo del partito.

Come ho già avuto modo di dire prima ancora di conoscere l’esito delle consultazioni, il mio ringraziamento va a tutti coloro che mi sono stati a fianco, soprattutto per come ci sono stati. Il contributo di chi mi ha sostenuto si è certamente distinto perché ha privilegiato la proposta, il rispetto per gli altri, la voglia di rinnovamento e cambiamento.
Da qui comincia un’avventura esaltante, che rispetterà appieno quanto previsto dal programma e guarderà con attenzione alle prospettive future del PD e del sistema politico.

Auspico che, terminata la campagna elettorale, l’attenzione si sposti con decisione sul dato politico e, soprattutto, sulle azioni da intraprendere per migliorare la qualità di vita e la situazione socio-economica del territorio messinese.

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Elvira Amata

“Devo ringraziare il mio partito, la Presidente Meloni e il Presidente Musumeci: consentire a Messina di avere la rapprentanza nel listino è stata una chance importante per una città che è stata messa al palo fin troppe volte in questi anni”, così la neodeputata di Fratelli d’Italia, Elvira Amata.

Elvira Amata

Elvira Amata

“Giungere all’Ars è un punto di partenza, non di arrivo. Da consigliere comunale e da assessore ho toccato con mano i problemi seri e irrisolti con cui gli amministratori degli enti locali hanno a che fare ogni giorno; criticità che dipendono direttamente da Palermo e che vanno indiscutibilmente e urgentemente risolte. In questi anni ho riempito taccuini con note su come la farraginosità della nostra burocrazia e di un sistema obsoleto creano ostacoli su ostacoli sia a chi cerca di gestire la cosa pubblica che a chi vorrebbe sviluppare le risorse attraverso l’impresa: situazioni che ho vissuto in prima persona o che hanno riguardato persone con cui sono in rete e che vivono il territorio.
Non ho fatto promesse elettorali, non mi piacciono, non mi sono mai piaciute”, prosegue la Amata. “Le faccio adesso però: ora e solo ora prometto, perché voglio prendere un impegno chiaro. Farò tutto quello che sarà in mio potere per contribuire a cambiare una situazione esistente che mortifica la nostra terra da un tempo infinitamente lungo. Le mie figlie meritano di più: i nostri figli meritano un’eredità diversa da quella che stiamo lasciando loro allo stato attuale. Impegniamoci, tutti insieme. Il lavoro sin qui lo abbiamo fatto uniti dando un riferimento a molti che avevano difficoltà a identificare un progetto valido per la Sicilia; adesso dobbiamo crescere, aumentare di numero,
dimostrare ai siciliani che si può fare, si può cambiare lo stato delle cose e che tutti devono avere un ruolo in questo. Tra cinque anni, l’astensionismo non dovrà e non potrà vincere così: lavoreremo anche per restituire alla gente la voglia di credere nella democrazia. Rinunciare al proprio diritto di espressione di voto è uno dei massimi fallimenti tangibili della politica sino ad oggi. Per la prima volta FdI entra all’Ars e ne usciremo vincenti più di quanto non siamo oggi al nostro ingresso a Palazzo dei Normanni”, conclude.