Pubblichiamo, nel tentativo di contribuire ad un dibattito serio, che ancora manca nel paese e che è lontano mille anni luce dalla testa dei messinesi (politici compresi), alcune considerazioni di Salvo Andò, Presidente Nazionale di Labdem:

Salvo Andò

Salvo Andò

“L’accordo sulla legge elettorale “tedesca” dovrebbe arrivare in porto senza grandi stravolgimenti, Senato permettendo.

La rapidità con cui si è arrivati a questa larga convergenza ha colto sicuramente di sorpresa l’opinione pubblica, da tempo ormai abituata a duelli infiniti tra Grillo, Renzi, Berlusconi, Salvini.
Si è spiegato che l’accordo è frutto di convincimenti condivisi ,che non nasconde patti inconfessabili, che ciascuno dei protagonisti chiederà i voti per governare da solo.

Non si tratterebbe,perciò, di un ritorno al patto del “Nazareno”, nè di un inciucio fatto con la complicità dei grillini, che stranamente stavolta non hanno trasmesso le riunioni in diretta streaming.

Una cosa pare certa, però.
L’accettazione di un sistema proporzionale in una situazione in cui stando ai sondaggi Pd, M5S e Centrodestra viaggiano intorno al 30% renderà inevitabile un governo di coalizione. Non è pensabile che in corso d’opera possano intervenire dei ritocchi alla legge, prevedendo per es. un piccolo premio da dare al partito che arriva primo , così come propongono timidamente i Grillini.

La soglia del 5% è già un premio per i maggiori partiti che potrebbero acquisire i seggi che senza soglia andrebbero ai partiti più piccoli. Chi vince non può avere due premi.

E’ quasi inevitabile che si faccia un governo di coalizione trasversale.
C’è infatti un parte del centrodestra che vuole allearsi con il pd e un’altra parte che preferisce il M5S.
Pare esclusa una grande coalizione tra i due maggiori partiti, pd e 5 stelle.

Il governo di coalizione non costituirebbe un’ intollerabile anomalia nel panorama europeo, se si considera che l’avvento dei partiti cd antisistema ha creato una frantumazione dei tradizionali schieramenti partitici e quindi la necessità di governi di coalizione più o meno articolati al proprio interno .
Il problema italiano, tuttavia, è che non esistono meccanismi di deterrenza in grado di stabilizzare coalizioni poco omogenee. Non c’è il voto di sfiducia costruttivo, nè un Premier che può decidere le elezioni anticipate .
E’ probabile, quindi, che la vita dei futuri governi sia affidata ad una paziente opera di mediazione svolta dal Presidente della Repubblica.
Si tornerà forse ai governi del Presidente.

Di fronte a tanti rischi è giusto interrogarsi sul perchè della scelta del sistema elettorale tedesco.
La sola risposta plausibile è che questa scelta ha reso possibile l’accordo sulle elezioni anticipate in autunno. Obiettivo questo tenacemente perseguito da Renzi, Grillo e Salvini, e in extremis anche da Berlusconi che con il maggioritario sarebbe stato ostaggio di Salvini .
Questi leader ritengono di trarre dei vantaggi dalle elezioni subito, anzichè fra qualche mese.
Ma è possibile che tutti i competitori si avvantaggino?
I rapporti di forza tra i partiti che emergono dai sondaggi dell’ultimo anno danno più o meno gli stessi voti a pd, centrodestra e grillini, punto più punto meno.
Perchè le cose dovrebbero cambiare votando alla scadenza ordinaria ?

Non è azzardato prevedere considerato che la forma di governo rimarrà la stessa non essendo stata approvata la riforma costituzionale e che il sistema elettorale scelto è un proporzionale puro, o quasi – che si tornerà alle consuetudini della 1ª Repubblica, con i partiti che possono fare e disfare i governi come vogliono.
E ciò, con buona pace di quanti giuravano che a quel proporzionale non si sarebbe mai più tornati, perchè il bipolarismo e l’ alternanza erano conquiste ormai indisponibili.

Si torna, invece, alla Prima Repubblica, senza però trovare nè quei partiti, ove c’era un forte senso dell’appartenenza, nè quei leaders, in grado di tenere insieme i rispettivi popoli di riferimento grazie anche alla loro levatura culturale ed al prestigio di cui godevano.

Non ci sono inoltre più le correnti, ma i cerchi magici, e neppure le scissioni vere, scaturenti da forti tensioni politiche, ma solo transumanze di massa.
Insomma, con il proporzionale si corre il rischio di avere un grande disordine.

Non c’è da stare allegri, se si pensa ai problemi molto seri che il paese dovrà affrontare nei prossimi mesi.”