Chiusa , finalmente, la lunga fase dell’ emergenza rifiuti, i messinesi  attendono adesso due cose: in primo luogo, un servizio di raccolta finalmente  efficiente e degno di una città civile (la cui riuscita, peraltro, non può prescindere dal senso civico dei cittadini, sul quale occorre certamente lavorare ancora molto) e, secondariamente,  l’accertamento della responsabilità di quanto è accaduto”.

Secondo Giuseppe Abate, presidente provinciale dell’ADOC e Fulvio Capria, presidente provinciale di Confconsumatori, “su tale secondo punto, prescindendo dalle decisioni e dalle iniziative che l’amministrazione comunale ha comunicato di voler adottare in questi giorni, è comunque    fondamentale  che il soggetto o i soggetti ai quali è da attribuire l’evidente colpa di un disservizio che è costato alla città oltre centomila euro (in aggiunta all’umiliazione di vedersi coperta per quasi un mese da tonnellate di immondizia), rispondano  personalmente  di tale esborso, non soltanto per rimborsare i messinesi dell’onere non dovuto che verranno chiamati  a coprire con la TARI, ma anche e soprattutto  affinché ciò sia di monito per il futuro per tutti coloro che vengono incaricati di ricoprire  (lautamente pagati dai cittadini) un ufficio pubblico e che spesso e volentieri dimenticano che  dall’obbligo dei cittadini di pagare le tasse, discende contestualmente  il diritto degli stessi a godere di  un servizio efficiente.

E la verifica delle responsabilità, non può certamente escludere chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto.