In questi giorni c’è chi (politici e tecnici) ha sostenuto che sarebbe utile smetterla di parlare della “secretazione” della parte essenziale della Variante al PRG ed affrontare i problemi concreti.
Condividiamo parzialmente questa opinione confidando nell’opera chiarificatrice della Regione e della Magistratura.

Si anche della Magistratura, poiché ci sono legali che intravedono una “responsabilità penale” nel comportamento del Direttore Le Donne, atteso che nella delibera con la quale la Giunta approva la Variante non si parla di “secretazione degli allegati” e che tale limitazione, in ogni caso, non riguarda gli Assessori …

A tutti vogliamo ricordare l’importanza anche economica che riveste un PRG o una sua variante, dove con tratto di matita blu o rossa si possono, dal nulla, creare ricchezze enormi o ledere legittimi diritti.

Per questo vogliamo tenere accese le luci sulla variante ed entrare nel merito, almeno per quanto è conosciuto; per questo abbiamo dato e daremo spazio a tutti coloro, esperti in materia, vogliono proporre un loro contributo.(NdR)
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Ing. De Cola

Ing. De Cola

Alle prese con l’iter di adozione della Variante di Salvaguardia o di “Tutela Ambientale” come da ultimo l’ha ribattezzata, e con le mille critiche che vanno montando, giorni fa, l’Assessore all’Urbanistica De Cola ha avuto modo di dichiarare ad una delle televisioni cittadine per, come dire, giustificare o motivare, l’azzeramento generalizzato di tutte le aree edificabili in una vasta area della zona Nord della città, ricompresa fra la via Consolare Pompea, Faro, Sperone, Ganzirri, Torre Faro.

Non abbiamo avuto modo di vedere le tavole della Variante, visto che sono state preventivamente sottratte al giudizio della città, delle sue espressioni imprenditoriali e professionali, rinviandone la pubblicazione a cose fatte, quando non sarà più possibile suggerire, osservare, partecipare alla definizione dello strumento urbanistico; ma abbiamo letto che verranno cassate tutte le attività edilizie in quella ampia zona della città, anche quelle poco o per niente invasive.

Ancora una volta, nell’ansia di promuovere la pregevole attività ambientale della amministrazione Accorinti, De Cola cade in contraddizione con se stesso, rinnegando quanto trionfalmente dichiarato alla stampa cittadina il 27/05/2015, quando aveva annunciato che la Comunità Europea, dando ampio riscontro “dell’impegno e del paziente lavoro portato avanti” aveva stralciato Messina dalla procedura di preinfrazione comunitaria denominata “EUPILOT”

Giorni addietro, invece, motivava le scelte fatte in Variante, con la necessità di salvare Messina da multe di molte decine di migliaia di euro al giorno, a causa del procedimento di preinfrazione che l’ Autorità Ambientale della Comunità Europea aveva avviato su Messina per aver superato i livelli di precauzione all’interno della ZPS (quello stesso procedimento che nel 2005 egli aveva dichiarato chiuso).

sito-Q-grandeCi annunciava come l’individuazione del famigerato sito Q, all’interno del quale è e sarà impossibile qualsiasi attività edilizia, anche la più piccola, era motivata dalla scelta obbligata di salvaguardare le aree della Riserva e della Preriserva della Laguna di Capo Peloro

Ma cosa c’entra la riserva con il sito Q, del quale essa è solo una piccolissima parte, praticamente coincidente con i due pantani e con le spiaggia che va da Ganzirri a Mortelle?

Come sempre la verità sta altrove.

E la verità è che non c’è stata mai nessuna procedura di preinfrazione nei confronti di Messina, l’ EU PILOT 6730/14/ENVI richiamato è solo un procedimento di indagine, ben diverso da una preinfrazione e soprattutto non riguardava Messina, ma parecchie regioni italiane, compresa la Sicilia e quindi anche Messina.

Basta quindi con le cortine di fumo e la confusione, che spesso nascondono verità scomode, è tempo che ognuno sia assuma l’onere e la responsabilità politica delle proprie scelte e dei propri convincimenti.