Ieri Elvira Amata, prima del voto in Commissione, avrebbe voluto presentare le seguenti osservazioni pregiudiziali.
Le è stato impedito ed il documento che pubblichiamo integralmente è stato consegnato agli atti successivamente.


In fondo al servizio un aggiornamento con un comunicato del Presidente Rella

Questa Commissione è chiamata a votare la “Variante Parziale di Tutela Ambientale al vigente P.R.G. della città di Messina”, di già denominata anche Variante di salvaguardia; a tal punto è necessario riassumere quanto segue.

Tale variante al vigente piano regolatore generale si limita sostanzialmente a recepire, nell’attuale strumento vigente, le indicazioni di strumenti gerarchicamente sovra ordinati, quali Piano di Gestione della ZPS, il Piano per l’Assetto Idrogeologico, nonché le indicazioni fornite da uno studio dell’ENEA per i profili geologici e di suscettività del suolo, declassando urbanisticamente una grandissima quantità di aree (da edificabili a verde).

Così come affermato dal progettista, l’arch. Vincenzo Schiera, in data 2.8 u.s. su Tempostretto:
Prendendo spunto dalle tante dichiarazioni ed articoli – un po’ a senso unico – usciti su varie testate giornalistiche, ritengo opportuno intervenire in quanto personalmente persuaso che le posizioni assai critiche esplicitate non fanno altro che rispecchiare un punto di vista, purtroppo assai diffuso in città e che, a mio modo di vedere, è stato generato ( ad arte ) da chi osteggia – per qualche oscura ragione – questo strumento urbanistico che ha il merito ed anche il coraggio di eliminare un grande potenziale edificatorio (2,5 milioni di metri cubi) nelle zone: a rischio idrogeologico, a pericolo frana e a compromissione delle Zone di Protezione Speciale in particolare sul sito “Q” dove sono concentrati ed orientati i maggiori interessi dei palazzinari e degli speculatori e dove la natura e l’equilibrio degli ecosistemi lagunari e marini risulta, oramai, ad altissimo rischio alterazione.

Le volumetrie cassate da tali terreni interessati dal declassamento, su richiesta dei privati interessati, vengono congelate nella banca del volume appositamente creata; sarà quindi il successivo piano regolatore che accoglierà nelle aree ex Zir e Zis tali volumi, proponendo un nuovo disegno urbano.

Tale grande estensione di aree interessate dal declassamento urbanistico sono peraltro ufficialmente note, atteso che il comune ha avviato il procedimento, ai sensi della legge regionale n. 10/91, di già nel 2015 – con avviso pubblico sul proprio sito istituzionale, ancora oggi riscontrabile al seguente link  mediante la pubblicazione degli elenchi di tutti i terreni interessati, riportando i dati catastali ed i nominativi dei proprietari.

A tal punto, a parere della sottoscritta, è necessario fare un considerazione preliminare, così come pubblicamente sostenuto da numerosi professionisti, anche sugli organi di stampa; è necessario valutare, in termini economici, l’impatto che può scaturire sulle casse comunali dall’adozione di tale variante, e quindi dall’eliminazione di 2,5 milioni di metri cubi, atteso che:

Il rilascio del permessi di costruire, ai sensi dell’art. 16 comma 1 del DPR 380/2001, è subordinato al pagamento di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione (destinati, ai sensi del comma 7 dello stesso articolo, alla realizzazione delle opere di urbanizzazione) nonché al costo di costruzione

I terreni edificabili sono assoggettati al pagamento dell’IMU, e, come è ben noto a noi consiglieri, a differenza del passato, il bilancio comunale si fonda sempre di più sulla tassazione immobiliare, e quindi sull’IMU delle aree edificabili.

Peraltro, il convincimento della sottoscritta, risulta pienamente suffragato dalla stessa Giunta Municipale, che nella delibera n. 113 del 14.2.2017 – delibera di presa d’atto, che si allega – al punto 5. evidenzia:

Dare atto che dal provvedimento allegato potrebbero derivare effetti diretti sul bilancio comunale in quanto comporterebbe una riduzione sulle entrate comunali (tributi locali,IMU aree edificabili) e, pertanto, sullo stesso è stato acquisito il parere contabile che si trova allegato alla presente deliberazione.
L’allegato parere, sottoscritto dal Ragioniere Generale, si esprime in tal modo: “Favorevole nella intesa che il Dipartimento Tributi proceda a quantificare le minori entrate, le cui risultanze dovranno essere comunicate tempestivamente a questo Dipartimento per le conseguenti attività connesse alla formazione del Bilancio di Previsione 2017/2019.

A parere della scrivente il parere di cui al prot. 35665/2017 reso dal Ragioniere Generale è condizionato in quanto dispone al tempo stesso che vengano quantificati i minori incassi, per tenerne conto nella redazione del bilancio di previsione 2017-2019.

Occorre pertanto riscontrare se tale quantificazione sia stata determinata ed inviata alla Ragioneria Generale per verificare la sostenibilità economica della presente delibera.

Ed infatti:
1. In merito al mancato incasso del contributo sui permessi di costruire, da un riscontro della delibera G.M. n. 67 del 02.02.16 (oneri concessori 2016), che si allega, risulta che l’importo unitario, per i solo oneri di urbanizzazione, sia mediamente pari a €/mc. 20,00; ne consegue, a tal punto, che il mancato incasso, negli anni potrebbe ammontare realisticamente anche a decine di milioni di euro.

2. In merito al pagamento del’IMU, occorre considerare che i proprietari, che ad oggi versano un contributo in percentuale al valore patrimoniale, in futuro non pagheranno tale tassazione Ipotizzando il valore medio di € 100,00 per un area edificabile con l’indice di fabbricabilità pari ad mc/mq 1,00 ne consegue che il valore patrimoniale delle aree edificabili da declassare è stimabile in € 250.000.000

Utilizzando il software on line disponibile tramite la pagina web del comune, collegandosi link , si deduce un mancato incasso annuo di € 2.650.000

Appare quindi del tutto evidente che tale “Variante Parziale di Tutela Ambientale al vigente P.R.G. della città di Messina” – che a tal punto non è soltanto uno strumento amministrativo che disciplina l’uso del suolo ma, ancor di più, è uno strumento di programmazione economica, in quanto le sue scelte, come sopra detto, incidono per lunghi periodi (mediamente un ventennio) sul futuro della città – non possa essere votata in quanto potrebbe avere ripercussioni insostenibili sia per il bilancio annuale che per il piano di riequilibrio pluriennale.

Per tale motivo si richiede che venga sospesa la votazione, in maniera tale che gli uffici competenti forniscano gli esatti importi previsionali del mancato incasso degli oneri concessori e dell’IMU, anche in rapporto al bilancio annuale ed al piano di riequilibrio pluriennale.

Ciò, affinché questa commissione e successivamente l’Aula possano valutare la sostenibilità economica della “Variante Parziale di Tutela Ambientale al vigente P.R.G. della città di Messina” in conformità al parere di cui al prot. 35665/2017 reso dal Ragioniere Generale ed allegato alla Delibera di Giunta Municipale n. 113 del 14.2.2017.

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Il Presidente della quarta commissione Consiliare, Maurizio Rella, oggi  10 agosto alle ore 12, ha diramato il seguente comunicato:

Maurizio Rella

Maurizio Rella

Mi preme fare una precisazione in merito ai lavori della quarta commissione consiliare presieduta dal sottoscritto.
Preciso che la commissione si è riunita per ben nove sedute con lo stesso punto all’ordine del giorno relativo alla variante parziale al PRG, le sedute si sono svolte tutte in forma riservata, come prescritto dalla normativa vigente e confermato dal dirigente dell’ARTA, dal Segretario e dal vice segretario generale del comune di Messina. Bisogna fare presente che per molte sedute si è dato ampio spazio agli interventi dei commissari che ripetutamente nelle diverse sedute ponevano pregiudiziali inerenti alla questione della riservatezza, il dibattito si svolgeva per lo più in ordine a questo aspetto, rispetto al quale veniva ribadita, anche con comunicazione scritta, la regolarità della procedura, anche a seguito di richieste di chiarimento di merito da parte di alcuni gruppi, che si opponevano alla trattazione del punto all’odg anche con forme di dissenso che culminavano con l’uscita dall’aula, in quelle occasioni, benché fossero presenti l’assessore al ramo, il dirigente e i funzionari, non si riusciva a trattare il merito del punto all’odg.
Si è giunti alla nona convocazione, sempre alla presenza degli stessi soggetti invitati che hanno dato ampio spazio e ampia soddisfazione a tutti i quesiti posti dai commissari presenti e dai capigruppo nell’arco di svariate convocazioni nella trattazione della delibera e dei suoi elaborati tecnici e progettuali. Nella nona seduta utile del primo agosto la discussione veniva completata e non registrandosi altri interventi nel merito si metteva in votazione l’atto deliberativo, questa veniva dichiarata nulla in quanto risultavano tre votanti, numero insufficiente per ritenerla valida. A questo punto si convocava la successiva seduta di giorno otto con all’odg: votazione dell’atto deliberativo in apertura dei lavori, la commissione a quel punto essendo terminata la trattazione e la discussione dell’argomento in questione veniva convocata non in forma riservata e ciò veniva specificato. Nella seduta dell’otto agosto ho posto in votazione la delibera che ha avuto parere negativo con sei voti di astensione e due favorevoli. Ci tengo a precisare che nonostante vi fossero richieste di intervento, attenendomi al regolamento non ho dato la parola ai commissari e ai capigruppo che ne avevano fatto richiesta in quanto la discussione era stata conclusa nella seduta precedente.
A questa mia decisione i colleghi hanno protestato veementemente contestandomi. Ritengo di essermi attenuto al regolamento e di avere svolto il mio ruolo di presidente della commissione in maniera imparziale e corretta. Questo è quanto mi tocca precisare. È assurdo e inaccettabile che si continui con un atteggiamento dilatorio, strumentale e ostruzionistico nella trattazione di un tema così importante per la città.