Riportiamo il corsivo odierno di “EM.ME”, Emanuele Macaluso, storico e lucido esponente dei progressisti siciliani, già dirigente del PCI che non ha aderito al PD:

“Ieri Il Manifesto ha pubblicato un ampio articolo di Massimo D’Alema che commentava l’esito delle elezioni del 4 marzo qualificandole come segnale della crisi dell’Unione europea e soffermandosi anche su ciò che resta della sinistra in Italia. Nel testo ci sono giudizi condivisibili e non condivisibili, si legge un’autocritica che c’è e che non c’è. Tuttavia c’è un’affermazione su cui vorrei discutere. D’Alema non nega la sconfitta di Liberi e Uguali ma, a mio avviso, non coglie l’essenziale e cioè se la lotta politica alla direzione del Pd di Renzi non poteva che essere fatta con la scissione. Io continuo a pensare che, invece, sia stato un errore su cui però oggi è inutile tornare.

Quel che voglio riprendere delle riflessioni di D’Alema è la indicazione data al suo partito: dobbiamo lavorare per ricostruire il centrosinistra. E quindi occorrerebbe un’analisi su ciò che si muove anche nel Pd in questa direzione che a me pare non sia proprio quella di Renzi. Ciò che abbiamo visto nel convegno di “Sinistra anno zero” organizzato da Peppe Provenzano e altri, di cui ho parlato in questo spazio, è anche quel che si vede più complessivamente dentro il Pd in vista dell’assemblea del 21 aprile. Se Liberi e Uguali si batte con coerenza per ricostruire il centrosinistra è un dato che va segnalato e incoraggiato appunto perché è questo il tema che in tutto il Paese travaglia non solo il Pd e LeU ma tante persone e raggruppamenti che comunque hanno una radice o un riferimento alla sinistra.

Un esempio di ciò che dico si verifica alla vigilia delle elezioni amministrative a Messina.
In questa città del Sud, la 13ma città d’Italia, candidato sindaco è il professore Antonio Saitta, docente di diritto costituzionale, militante del Pd, una personalità che da sempre si batte per la ricostruzione del centrosinistra. Candidata a vicesindaco è una donna, una giovane avvocata, Maria Flavia Timbro, la quale ha la stessa ispirazione politica e milita in Liberi e Uguali. E con loro ci sono movimenti, persone, giovani che vogliono battersi per vincere e, in ogni caso, per costruire rapporti e determinare fatti che incideranno sull’avvenire della sinistra messinese.

Non si tratta di un’operazione in cui la sinistra si chiude in sè stessa ma è una sinistra che si apre ad una società inquieta e a certe persone che hanno a cuore la buona politica per il progresso.

È con i fatti che si concretizza la lotta politica.

Spero che ciò che succede a Messina possa verificarsi anche in tante altre città e in piccoli centri.