“E questa la chiamano terza repubblica, rivoluzione, cambiamento? Ma non fateci ridere. Tra di loro la persona più seria è un comico, a cui devono tutto. Quel Beppe di cui sono i piccoli parassiti. Ma lui si è defilato nella fase in cui dovevano passare dalla Pernacchia alle Istituzioni, dallo Sberleffo alla Genuflessione, dal Tutti a Casa al governo con tutti o uno a caso.
Il lato B del grillismo, questo trasformismo pur di governare l’Italia, questo essere la brutta copia, in versione dilettantesca e ignorante, della sinistra politically correct. A voler cercare un precedente storico, dovremmo dire che il Movimento 5 stelle è l’ultima parodia del Movimento sessantottino.
La contestazione globale, il linguaggio aggressivo e il rifiuto totale, l’ossessione di mandare a casa, anzi cacciare tutti, l’assalto figurato al Palazzo, la sindrome del complotto, la convinzione che la scienza e la medicina, come l’industria e il commercio, siano solo impostura. Ma anche il vago spirito rousseauviano, la sovranità assoluta della Rete come un tempo era l’Assemblea o il Collettivo, di cui è evoluzione tecnologica; l’irriducibilità del Movimento al rango di Partito, il pauperismo e l’anarchia, il rifiuto assoluto del merito, dei titoli e delle capacità, la follia immorale del reddito di cittadinanza o della pensione livellata per tutti. Ieri il voto politico a tutti, oggi l’assegno di mantenimento politico a tutti, in quanto cittadini. Esteso naturalmente agli immigrati. Si può prevedere l’estensione successiva a tutti i viventi, un reddito inclusivo del regno animale. Ma soprattutto i grillini come i sessantottini sono convinti che il nuovo, il giovane, l’assenza di storia e di precedenti, di pensiero e di cultura, sia un Bene a priori. Il mito della verginità, sepolto nella vita sessuale, rinasce con loro in politica, come fu già per i contestatori: non avere curriculum è un pregio, l’ignoranza è una virtù, segno di purezza e di incontaminata assenza dalla civiltà. Risuona con i grillini tutto il repertorio del primo movimentismo sessantottino. A cui si aggiunge l’ideologia tecnocratico-scientology di Casaleggio, con regole e credenze da setta e finalità commerciali da azienda.
Marx diceva che gli eventi si presentano la prima volta in tragedia la seconda in farsa. In questo caso, già il sessantotto fu di suo un grande carnevale, con qualche risvolto tragico negli anni settanta; il grillismo è stato invece il sessantotto delle masse online, la mutazione della Pernacchia in Voto, dell’Astensionismo in Sputo e poi in Saliva di governo, la mutazione di Internet in un tribunale del popolo, dove esercitare l’odio universale e l’invidia egualitaria. Salvo cercare di accordarsi poi con tutti i detestati Regnanti fino al giorno precedente, pur di portare la loro Abissale Incompetenza al comando di un paese allo sbando”, commenta il filosofo Marcello Veneziani.