Caro Direttore,
non ti ho mai chiesto, ne mai ti chiederò, per chi voti ed apprezzo che MessinaWebTv dia voce a tutti, almeno a coloro che hanno quache cosa da dire, ma allo stesso tempo dica la propria sui singoli atti prodotti dalle forze politiche entrando nel merito, ed in particolare facendo parlare le immagini.

Compito di un giornale non è solo “riferire” i fatti ma anche valutarli, tenendo ben distanti i due momenti, offrendo sempre il diritto di replica, anche se spesso da alcuni non accolto.

Ritengo corretto anche che il Direttore Responsabile di una testata non di Partito non abbia alcuna tessera, ma induca i lettori a ragionare sulle cose ed a comportarsi da cittadini consapevoli esercitando il diritto al voto.

Alla luce di quanto sopra approfitto dell’ospitalità e ti invio, per favorire un dibattio aperto, alcune riflessioni personali da cittadino di sinistra che ama Messina.

Premetto che ho sempre diffidato del termine “società civile”, troppo spesso strumentalizzato ed inteso come a dire che gli incivili sono quelli che aderiscono non ad associazioni ma ai Partiti, proprio a quei Partiti che dalla Costituzione sono visti strumento principale di partecipazine dei singoli alla vita pubblica!

Certo, spesso si tratta di Partiti che sono via via degenati e che vanno profondamente trasfomati ed adeguati alla società di oggi, anche con una “Legge sui Partiti” che garantisca trasparenza e democrazia: e su questo fronte la sinistra, quando ha avuto la maggioranza, si è dimostrata estemamente incerta e debole facendo un danno non solo a se stesso ma al Paese.

MA TORNIAMO A MESSINA.

Il centro sinistra, uscito sconfitto il 4 marzo, trova nella nostra città una situazine , forse inaspettata, ma sicuramente nuova:

– Il centro destra, dopo la vittoria, si presenta frantumato con (al momento) due candidature, di peso diverso, che non agevolano la corsa del prof. Bramanti, il quale, forse per nascondere l’opa di Genovese, ripudia i simboli di partito anche se, in palese contraddizione, prima di accettare va a chiedere l’imprimatur di Musumeci …

– Per i 5stelle si fa il nome di Sciacca, non si conosce un programma, e non si vede attorno il suo nome l’entusiasmo prevedibile in altre occasioni…

– Per Accorinti, visti i risultati, il sosegno della destra al ballottaggio, l’ossigeno a lui fornito da Genovese per poi restare in sella, non c’è che riservare alcuni posti in Consiglio Comunale.

Nella situazione data, quindi, un ricompattamento del centro sinistra attorno un programma serio e spendibile, senza voli pindarici e senza promettere la luna, ed una consapevolezza e generosità del PD, che resta il partito di maggioranza della coalizione, può offrire occasioni inapettate.

Consapevolezza e generosità” cosa sono se non smettere di litigare all’interno sui nomi ma prendere atto che un partito che a Messina esprime già il deputato regionale e quello nazionale non può “pretendere” di esprimere anche il nome del candidato a Sindaco, significa che non sui nomi ci si deve confrontare con gli alleati ma sulle “cose da faree sulla “squadra migliore” per attuare il programma.

Il nome del candidato a Sindaco deve essere offerto, salvo loro indicazione contraria, dagli altri componenti la coalizione (LeU o Centristi) ed ai cittadini occorre presentare contemporaneamente anche la squadra per dare chiara visione di unità, responsabilità e volontà di direzione collegiale con pari dignità e responsabilità.

Occorre, nella scelta di tutti i nomi, saper coniugare l’impegno dei giovani e l’esperienza di chi ha già amministrato o conosce la macchina amministrativa.

Non si può perdere tempo con chi, con riserve malcelate, non si riconosce a prescindere, nell’alveo del centro sinistra, mentre occorre dare uno sguardo attento all’associazionismo progressista che pure esiste nella nostra città.

A queste condizioni, credo, il centro sinistra può battere un colpo e puntare, magari al ballottaggio, a Palazzo Zanca.
E se l’obiettivo non si dovesse raggiungere avremo almeno messo le basi per un raggruppamento politico reale, inclusivo e reponsabile per guadare con forza e serenità al futuro.

So che ci sarà chi mi darà dell’illuso o dell’eretico, ma questo è il mio pensiero e, non essendomi dato altro luogo per esprimerlo, approfitto della laicità del giornale che dirigi.

Ancora grazie, Carlo Cucinotta