Da un nostro lettore riceviamo:

Stamattina isola ecologica di Gravitelli…
Vengo invitato a non parcheggiare la macchina nelle immediate vicinanze della bilancia e diligentemente la sposto decisamente piú lontano all’interno dello stesso spiazzo.

Dovendo scaricare una quantità notevole di materiale chiedo se, per evitare di fare diversi viaggi, c’è la possibilità di avere un carrello.

Ovviamente mi viene risposto di no e che dovrei segnalare questa mia “esigenza” a chi di dovere, gli operatori come tali non possono farlo.

Per fortuna uno di loro recupera dai rifiuti un carrello un po’ malandato, ma utilizzabile e lo mette a mia disposizione.
Non mi resta che ringraziarlo non solo per questo, ma anche per avermi dato un aiuto materiale.

Resta un fatto…mettere a disposizione degli utenti qualche carrello non sarebbe male, confidiamo in chi di dovere”

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Sembra un raccontino domenicale, di quelli che si usano per riempire gli spazi vuoti.
Per noi “è la fotografia di come stanno le cose” al di là delle polemiche e degli inutili sermoni.

Da una parte un cittadino modello (per questo non ne facciamo il nome: si sentirebbe in imbarazzo !) ed un lavoratore di Messinambiente consapevole e disponibile, dall’altra una “burocrazia ottusa”, non a servizio del cittadino ma autoreferenziale in attesa dello stipendio, a monte di tutto l’incapacità di organizzare e dirigere una azienda, in un settore strategico.

In capacità che non è di oggi ma viene da lontano, anche da chi (non avendo mai diretto nulla in vita sua) ci voleva spiegare la “differenziata”, il suo valore, il modo come ottenere risultati positivi.

Si perché qui siamo a Messina, una città dove notoriamente portiamo l’anello al naso, una città che aspetta con ansia i civilizzatori del nord, specie se provenienti da “megalopoli” più piccole di una nostra Circoscrizione !

Si è pontificato sulle “isole ecologiche”, si è pontificato sulla “differenziata”, si è pontificato sul “porta a porta”: cose strabilianti per i nostri amministratori, quelli che per aver finalmente fatto fare una ordinaria “scerbatura” indirebbero volentieri una conferenza stampa.

Ma i risultati sono che le “isole ecologiche” (vedi la testimonianza) non sono funzionali alle esigenze del cittadino e stiamo parlando di quella che dicono funzioni meglio…

La “differenziata” incontra difficoltà inaudite: quanti cittadini arrivano con l’auto vicino una fila di cassonetti (in alcune zone sono spariti) e cercano disperatamente di svuotare la plastica o la carta nell’apposito contenitore per poi rendersi conto che l’impresa è impossibile, sia per il tipo di cassonetto con aperture assurde, che per il fatto che è stracolmo e presi dallo sconforto e dall’ira scaricano tutto nella indifferenziata ?

Per non parlare del “porta a porta” rimasto sulla carta e, laddove si è costretti ad attuarlo, trionfano in bella vista i sacchetti di plastica appesi ai pali o ai ganci sui muri …

E’ con questa realtà che il Prof. Ginatempo, se la società da cui è retribuito inizierà ad operare, si dovrà confrontare e, pur non condividendo l’impostazione ideologia data alla “questione rifiuti” gli facciamo i migliori auguri convinti che a Messina non portiamo “gli anelli al naso” ed abbiamo le professionalità per affrontare l’oggi ed il domani.

Ci chiediamo infatti, come sia stato possibile uscire da un’emergenza pesante ed assurda (creatasi subito prima e durante il dibattito in Consiglio sulla nuova Società) in modo tanto rapido da farcelo dimenticare …

Poiché nessuno ha la bacchetta magica, crediamo che ciò sia stato possibile con un po’ di impegno, consapevolezza e buon senso, con un lavoro di squadra ben coordinato da e con persone motivate.

Non hanno fatto nulla di eroico, hanno solo svolto bene (a dispetto dei mezzi disponibili) il loro lavoro.

Perché questo metodo non viene esteso a tutti i settori aziendali ?
La risposta non può che esser politica.