Domani si deciderà sull’incompatibilità dei consiglieri comunali. Ma la reale incompatibilità è quella della Variante con il sentire comune della città ed i consiglieri dovranno tenerne conto
Documento di CapitaleMessina a firma di Gianfranco Salmeri.

Domani si riunirà la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale di Messina, per dirimere il problema della possibile incompatibilità dei consiglieri in relazione alla votazione sulla Variante di salvaguardia.
Ci sembra però che in realtà il tema, dal punto di vista politico prima che tecnico, sia un altro: è piuttosto la Variante ad essere incompatibile con la città.

Perché questo controverso strumento urbanistico in questi anni non ha raccolto altro che scarsi consensi e molti dissensi, suscitando la schiacciante contrarietà dell’opinione pubblica cittadina, tecnica e non, rappresentata da Ordini professionali, Sindacati, categorie produttive, forze sociali e politiche.
Tutta la città si è espressa contro la Variante, e poco importa che da oltrestretto arrivi qualche parere favorevole: sulle scelte che condizionano i destini del nostro territorio, le posizioni nate in città devono avere un peso specifico superiore.

Ultima, ma non per importanza visti i risultati di domenica, la dichiarazione del Movimento 5 Stelle cittadino che con Francesco D’Uva boccia inesorabilmente la Variante chiedendone il ritiro, e puntando il dito contro l’ingiustificata secretazione degli atti.

Posizione che condividiamo e che sosteniamo da anni, perché la mancanza di trasparenza è inaccettabile e non è giustificata da alcuna norma. Nessuna delle leggi regionali o nazionali – le leggi regionali 78 del 1971, 22 del 2008, ed 11 del 2015, il Dlgs 33 del 2013, le Circolari dell’Assessorato del Territorio del 19 maggio 2015 e del 19 gennaio 2018 – prescrive la secretazione degli atti. Al massimo si invita alla riservatezza, che è altra cosa.

E non convincono neanche le dichiarazione di De Cola, secondo il quale con la Variante si blocca la costruzione di novemila case sulle colline. È pura propaganda, perché quelle aree sono già tutelate da altri strumenti.

A questo punto il ritiro della Variante ci sembra l’unico atto di responsabilità da parte dell’Amministrazione, salvo che non si voglia arrivare ad un braccio di ferro da strumentalizzare a fini elettorali.

Ma crediamo che i consiglieri comunali non potranno che sintonizzarsi con l’opinione pubblica cittadina, e bocceranno comunque la Variante. Dovrà essere compito della prossima amministrazione aprire un confronto ampio e trasparente per pianificare il futuro urbanistico della città.”