Nell’agosto del 1999 l’ospedale Margherita chiudeva e i reparti venivano trasferiti al Papardo.
Da allora sono trascorsi 19 lunghi anni durante i quali sono stati immaginati scenari diversi e virtuali. Dal grande centro per la riabilitazione al secondo palazzo di giustizia.

Tutto miseramente fallito in un pantano di discussioni.

Da qualche anno, con un protocollo d’intesa, l’intero complesso è stato ceduto all’assessorato regionale dei Beni Culturali con l’ipotesi di realizzare una cittadella della cultura assieme al Museo. Nelle more della realizzazione della Cittadella è stato anche ristrutturato l’ex padiglione di ortopedia. Al piano terra è adesso ospitato un laboratorio d’analisi che prima era nell’immobile Asl di via del Vespro. L’ingresso è nel fronte prospicente il Viale Annunziata.

Una ditta privata di vigilanza controlla periodicamente la zona d’ingresso dalla quale, però, non si può verificare la parte retrostante del padiglione. Il risultato è che in soli 6 giorni sono avvenuti ben tre furti di materiale elettrico.

Ovviamente l’impianto viene “regolarmente” ripristinato con relativi costi. Un continuo esborso di soldi pubblici che potrebbero essere impiegati in modo diverso.

Di tutto ciò nessuno si preoccupa minimamente.
Nella città degli appalti perduti le risorse pubbliche si disperdono senza speranza.
Con esse anche le denunzie.
Aspettiamo,anche in questo caso, qualche risposta.

Saro Visicaro