Le ultime dichiarazioni del Sindaco De Luca in tema di migranti da ospitare peraltro soltanto temporaneamentein città sono di per sé assolutamente non condivisibili, poiché non si può in alcun modo mettere sullo stesso piano logico e politico tematiche globali come le migrazioni tra i popoli con fatti meramente amministrativo come il risanamento urbano della città. Mettere tutto nello stesso calderone è voler sollevare polveroni senza venire a capo né dell’uno, né dell’altro dei problemi, che pure sarebbero decisamente seri e urgenti.
Tuttavia, l’occasione delle polemiche sollevate dalle dichiarazioni di De Luca devono far riflettere seriamente sulle tante promesse che il ministro Salvini, nello scorso agosto qui a Messina, fece a De Luca e alla città intera. A parole si disse colpito dalle condizioni vergognose delle nostre aree baraccate, indignato per le fogne a cielo aperto, l’eternit e le lamiere in cui migliaia di messinesi si trovano a vivere da decenni.
Le promesse di Salvini furono tante: dai poteri speciali allo stato d’emergenza, dagli stanziamenti di risorse straordinarie per la città alle promesse misure di attenzione che il Governo Conte avrebbe dovuto porre in essere urgentemente per le baracche di Messina.
Ebbene, a distanza di quasi sei mesi da allora, di quelle promesse roboanti nulla è rimasto come atto concreto, nulla è stato effettivamente consegnato alla città. Nell’ultima finanziaria, degli impegni solenni di Salvini nei confronti di Messina non c’è traccia. Ed è questo il solo dato politico che resta, al di là delle polemiche spicce.
Il Sindaco De Luca non polemizzi su 47 poveri cristi; pretenda da Salvini, piuttosto, quelle risorse promesse a parole, quello stato di emergenza che la città necessita per le sue periferie indecenti; De Luca alzi la voce e pretenda coerenza con quelle parole che Salvini lanciò in città ad Agosto.
Serve che il sindaco alzi la voce a Roma, che si faccia sentire al Viminale e a Palazzo Chigi: la vertenza di Messina e delle sue baracche necessita di risposte immediate e non di polemiche. Su questa strada le forze politiche faranno la propria parte, sostenendo le rivendicazioni della città. Ma si agisca. Non ci si perda in inutili chiacchiere di propaganda, serve serietà”.