novo modo firenze 2017

Messina Web TV condivide l’iniziativa Novo Modo, che “si propone come l’evento di riferimento per chi si occupa di finanza e di nuove economie in Italia, un luogo dove discutere delle buone regole di giustizia e trasparenza e le buone prassi in grado di contaminare per cambiare la finanza e l’economia tradizionale.

L’appuntamento è a Firenze dal 1 al 2 dicembre 2017 presso la Ex-Fila Connessioni Metropolitane (via Leto Casini 11 Firenze) e chiude il “mese della finanza etica” promosso ogni anno da Banca Etica”.

I temi che saranno discussi a Firenze

Dopo le roboanti dichiarazioni di grandi cambiamenti all’indomani dello scoppio della bolla finanziaria (“Niente sarà più come prima!”, “La finanza deve tornare ad essere sotto controllo!”), tutto è rimasto come prima della crisi, salvo il riprodursi di bolle speculative, l’aggravarsi delle sofferenze bancarie, i meccanismi di salvataggio degli istituti in crisi sulle spalle dei bilanci dello Stato. Nessun serio tentativo di regolamentazione è stato fatto a livello europeo e decisamente si è smarrita ogni spinta riformista: la tassa sulle transazioni finanziarie in Europa è arenata da anni tra veti incrociati e scetticismi; di separazione banche commerciali e banche di investimento non se ne parla più; nonostante la riprovazione pubblica, i derivati sono arrivati a livelli record e a nessuno dei paradisi fiscali è stato posto qualche serio limite. Addirittura si torna a paventare come “eccessiva” la regolamentazione e così con la direttiva su Capital Markets Union si rilanciano le cartolarizzazioni e il sistema bancario ombra.

Il sistema finanziario globale, così come è attualmente organizzato, ha dimostrato di non avere in sé gli anticorpi per curare i danni che esso stesso produce, tanto che ha preteso (e ottenuto) che il settore pubblico mettesse a disposizione ingenti quantità di denaro per evitare il default. Compito delle autorità pubbliche è regolamentare i diversi settori economici, compreso quello finanziario, non venire sempre in soccorso degli errori di quel settore.

La crisi ha accentuato la subordinazione delle autorità pubbliche al mercato e ai suoi strumenti. Così esse si sono piegate a risposte alla crisi che compiacessero i mercati, guidate dalle forze più legate alla speculazione e ostili all’Euro. Questo ha minato la regola d’oro di tutta la costruzione europea, la solidarietà, che ormai non orienta più l’azione comune degli Stati, che si tratti dell’economia o dei profughi. Mentre si è affermata una ottusa regola, posticcia e arbitraria, quella della rigidità del rapporto fra deficit pubblico e PIL al 3%, che evidentemente non ha nessuna relazione con il principio di solidarietà ma, al contrario, disincentiva ogni forma di assunzione solidale dei problemi che riguardano tutta l’Unione e che possono implicare un peggioramento del rapporto debito/PIL dei singoli Stati, lasciando a loro la gestione in proprio di quei problemi, abbandonando metodo comunitario per fare spazio alla sola contrattazione fra gli Stati forti.

La finanza è stato l’epicentro della crisi, e non quella pubblica bensì quella privata. Dunque i mercati in sé non la soluzione, bensì la loro regolamentazione finalizzata al bene comune. Si può ricostruire un piano per l’Europa intorno a questo obiettivo?

A questo parossistico stato di cose, la finanza etica contrappone un progetto di cambiamento profondo del sistema finanziario, lungo diverse direttrici. La prima, fondamentale, muove dal basso e riguarda la crescita della consapevolezza sull’uso dei nostri soldi. Il senso di una corretta educazione finanziaria non è tanto quello di rendere i risparmiatori meno soggetti ai rischi di perdere il proprio denaro, bensì quello di aiutarli a comprendere come funziona il sistema finanziario e come esso utilizza i loro soldi, senza che essi ne siano consapevoli o possano decidere alcunché.

La dimensione europea è decisiva per la finanza, che molto spesso condiziona le scelte delle istituzioni europee in termini di normativa e di politiche. Per questo il sistema finanziario investe risorse importanti in una forte azione di lobby nei confronti delle istituzioni europee. Tanto che è stato un appello di numerosi parlamentari europei di diversi orientamenti politici nel giugno 2010 a chiedere una iniziativa che bilanciasse l’asimmetria fra la forza della lobby dell’industria finanziaria e l’assenza di competenze e iniziativa sui rischi dell’eccessiva finanziarizzazione delle normative per la regolamentazione dei mercati e delle banche cui il Parlamento stava lavorando. Da questo appello è nata Finance Watch, una rete di ong europee, università, sindacati, think-tanks indipendenti che nel fornire un punto di vista competente e diverso sulle questioni finanziarie cerca di limitare i danni per la democrazia costituiti da una eccessiva prossimità fra i politici e le elités finanziarie.

La finanza etica può dare un contributo importante a livello europeo, anche attraverso questa ed altre reti e campagne. Analogamente a quanto è avvenuto in Italia nell’ultima Legge di Stabilità in cui è stata riconosciuta e normata per legge la finanza etica, anche a livello europeo è importante giungere ad una normativa di riconoscimento e promozione della finanza etica.

La finanza etica e l’economia civile, in Europa e nel mondo, hanno dimostrato di essere una alternativa concreta e sostenibile alla finanza mainstream; senza mettere a rischio i risparmi delle persone; facendo credito per aiutare l’economia reale; con criteri di trasparenza ed equità. In Europa le esperienze di finanza etica e responsabile sono in continua crescita e restituiscono speranza in una economia al servizio della comunità. La microfinanza è uno strumento per favorire l’inclusione sociale, l’accesso al credito e la riduzione delle diseguaglianze. Con le attività di investimento etico e di azionariato critico ed attivo, queste realtà portano la voce di un’altra Europa, quella che sperimenta concretamente nel quotidiano i principi di coesione sociale, di solidarietà, di sussidiarietà e di partecipazione democratica su cui si sarebbe dovuta costruire l’Europa, prima che i grandi poteri dell’economia si prendessero tutto il piatto truccando le carte al casinò della finanza.

Che cos’è Novo Modo?

Novo Modo è un’iniziativa culturale organizzata dalla Fondazione Finanza Etica, promossa da Acli, Arci, Banca Etica, Caritas Italiana, Cisl, Fairtrade Italia, CTM Altromercato, First Social Life, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Legambiente, Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, Made in World, Next Nuova economia per tutti, Scuola di Economia Civile, Polo Bonfanti Lionello,

e con il patrocinio della Regione Toscana.