A MESSINA : SFRATTI E SPAZI VUOTI

Oggi la sesta giornata mondiale sfratti zero, iniziativa che attraversa i paesi in forte crisi abitativa in cui il fenomeno dello “sfratto” diventa un problema strutturale, soprattutto se ad esso non sono accompagnate politiche attive per il soddisfacimento dell’esigenza alloggiativa.
All’interno del nostro paese, attraversato da una crisi economica importante, il fenomeno degli sfratti diventa ogni anno sempre più crescente.
Dagli ultimi dati, forniti dal Ministero dell’Interno, le richieste di esecuzione relative al 2016 (dati ancora incompleti) sono 158.720 con un incremento del +3,09 % rispetto al 2015, gli sfratti eseguiti con la forza pubblica crescono del 7,99% e le sentenze di sfratto sono state 61.718 con una diminuzione del 5,55%, anche se mancano all’appello dati di provincie importanti come Roma, Napoli, Bologna ecc. Pertanto stiamo parlando di un dato in linea con l’anno precedente o addirittura destinato ad aumentare a quadro completo. Dati drammatici che indicano come questo fenomeno sia diventato strutturale e che richiama la necessità di interventi radicali. Salta all’occhio il dato relativo agli sfratti eseguiti con la forza pubblica, si tratta infatti di circa 35.000 famiglie che finiscono per strada, probabilmente senza una reale alternativa.

In Sicilia aumentano le richieste di esecuzione del 5,74% rispetto al 2015, anche se diminuiscono del 4,41% gli sfratti eseguiti con la forza pubblica, dato in controtendenza rispetto al quadro nazionale.
unioneinquiliniAll’interno della provincia di Messina sono 318 le famiglie con sentenza di sfratto emessa, mentre le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale Giudiziario sono 194, +44,78 % rispetto all’anno precedente. Si tratta, in linea di massima, di un dato coerente con gli anni passati, che non vede particolari aumenti né consistenti diminuzioni.
Comunque non mancano le situazioni di povertà estrema all’interno della città di Messina, con 3000 nuclei familiari ancora residenti all’interno delle baracche e circa 700 domande inevase per la richiesta di una casa popolare, anche a causa della legislazione regionale che limita la graduatoria alla disponibilità di alloggi pubblici. Si tratta di circa 23.000 persone che manifestano l’esigenza di un alloggio pubblico.

Eppure la città esprime un potenziale notevole di spazi vuoti, inutilizzati, in forte stato di degrado, sia pubblici che privati. Centinaia di mura trascurate tra strutture mai inaugurate, immobili abbandonati e ruderi fatiscenti. È di soli due anni fa l’occupazione dell’ex caserma dei CC in Via Gesù e Maria in San Leone, ribattezzata dagli occupanti “Palazzo San Leone” e che in quel momento era in disuso da circa sei anni.

Sei anni di vuoto riempiti da famiglie in forte precarietà abitativa.
Proprio il 10 ottobre, data in cui ricade la giornata mondiale sfratti zero, abbiamo voluto aprire una vertenza che mettesse in risalto gli effetti speculativi e la non curanza della grande proprietà.
A due anni di distanza, dopo l’intimazione di uno sgombero nei fatti mai avvenuto, l’immobile è ancora vuoto, lasciato lì, dichiarato pericolante dai VV.F. sotto lo sguardo sornione delle istituzioni che nulla hanno fatto, neanche soltanto per costringere il proprietario a metterlo in condizioni di sicurezza.
È chiaro che il dispositivo col quale si dichiarava la struttura inagibile con pericoli di cedimenti strutturali si è rivelato il grimaldello per buttare fuori le famiglie, che non ha avuto lo stesso effetto brutale per la proprietà.
Anche quest’anno abbiamo deciso di organizzare la giornata sfratti zero su quel solco, denunciando il dramma della precarietà abitativa, sempre più insistente all’interno della città di Messina, e mettendo in risalto gli spazi vuoti con iniziative che attraverseranno la città per l’intera giornata del 10 ottobre.

Unione Inquilini Messina