L’idea dell’istituzione nell’area tirrenica messinese di una Zona Franca Urbana era stata avanzata dall’Autorità Portuale di Messina ben prima che la legge dello scorso agosto importasse nell’ordinamento italiano requisiti, condizioni e modalità per la sua attivazione.

Sicindustria MessinaNei mesi scorsi su sollecitazione di Sicindustria Messina, l’Ente Camerale messinese si è posto come elemento di coagulo delle istanze di sviluppo e, pertanto, sono stati attivati confronti e ragionamenti concreti sul progetto istitutivo della ZES a Messina e sul collegato piano di sviluppo.

L’istituto delle ZES, dati gli obiettivi, “favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo, in alcune aree del Paese, delle imprese già operanti, nonché l’insediamento di nuove imprese in dette aree”, la sua previsione nel “Decreto Sud” e la competenza Ministero per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, si colloca nell’ambito di una strategia di sviluppo del Mezzogiorno.

L’attivazione di Zes, infatti, va inclusa in una visione complessiva, che guardi alla logistica nel meridione e all’adeguamento della dotazione infrastrutturale, solo fattore in grado di riagganciare lo sviluppo, migliorando l’accessibilità delle aree meridionali, al loro interno, lungo le direttici nord-sud e nel bacino del Mediterraneo.

Mercoledì a Roma è previsto un’importante appuntamento per noi messinesi: nel pomeriggio si riunirà la Conferenza Unificata Stato-Regioni con al terzo punto dell’ordine del giorno il “Parere sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente l’istituzione delle zone economiche speciali (ZES)”.

In considerazione degli obiettivi strategici complessivi della Zona Economica Speciale, Sicindustria Messina ritiene che le motivazioni con le quali si tende a dare la priorità ai bacini portuali di Catania e Palermo non possano costituire un limite per il nuovo Governo Regionale ad attivarsi presso la prossima Conferenza Stato-Regioni per l’istituzione di una Zona Economica Speciale messinese.

Infatti, la legge 3 agosto 2017, n. 123 lega l’istituzione della ZES, coerentemente con le direttive comunitarie, all’esistenza di un’area portuale, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN- T), confermando un rapporto imprescindibile tra portualità, capacità logistica e sviluppo.

Si omette spesso che la rete transeuropea dei trasporti prevede una struttura a doppio livello, comprendente una rete centrale (core network) e una rete globale (comprehensive network). Alla prima è affidato il compito di collegare gli Stati membri dell’Unione fra loro e con i Paesi confinanti extra UE. La rete “comprehensive” rappresenta, invece, la base delle TEN-T, avendo la funzione di garantire, all’interno dei singoli Stati membri, la coesione, sia territoriale, sia economico-sociale.

Il “sistema portuale Messina“, che si configura come uno snodo lungo il quinto Corridoio della Rete TEN-T (Helsinky – Palermo/Valletta), è presente nella “comprehensive network” con i porti di Messina e Milazzo; alla stessa stregua di Catania, inclusa nella rete “comprehensive” lo scorso giugno.

L’istituzione della ZES a Messina costituirebbe un veicolo imprescindibile per ricostruire le condizioni di una ripresa strutturale dell’economia e dei comparti manifatturieri. E le esperienze già monitorate in altre aree europee dimostrano che proprio i territori maggiormente svantaggiati dal punto di vista della densità industriale possono trarre i maggiori benefici da una politica di attrazione degli investimenti.

Chiediamo, quindi, un forte impegno al Governo regionale e a tutte le forze politiche locali nel supportare l’istituzione di questo strumento strategico per la sviluppo dell’intero territorio metropolitano.