Caro Direttore,
la polemica sulle aperture (o semi aperture) delle attività commeciali nei giorni festivi torna periodicamente, senza far fare al problema alcun passo avanti, tanto da apparire strumentale.

Credo che la posizione della Cgil sia errata e non adeguata ne ai tempi ne al problema reale.
Il Sindacato ha il dovere di difendere i lavoratori per cui capisco alcune posizioni ma le trovo superate ed inutili se non controproducenti.

Ritengo, da uomo di sinistra, che l’attività commerciale debba essere libera con l’unico limite del rispetto dell’utenza, della concorrenza e dei lavoratori.

Se, per quanto sopra, vi sono violazioni, e ve ne sono in abbondanza, esse non si eliminano con la chiusura domenicale: soffermarsi su questo, che alla fine è solo un dettaglio, sarebbe da ipocriti !

Intando occorre distinguere la grade distribuzione dal piccolo commercio di prossimità (e per quest’ultimo il tipo di gestione).
Sul primo esistono già maggiori garanzie e possibilità di interventi ulteiori con i contratti nazionali, sul secondo tipo occorre un maggior controllo anche da parte dell’ente locale oltre che dai sindacati stessi che, troppo spesso si limitano a proteste generiche.

Occorre coraggio ed andare oltre e chiedersi se e come funzionano i controlli perché le sole leggi o i divieti non bastano a far rispettare i diritti ogni giorno ( e non solo nelle feste!).

Ed allora perche non chiedere conto agli uffici preposti circa i controlli effettuati?
Perchè non chiedere che anche i controllori facciano turnazioni nei giorni festivi e nelle ore notturne e non smettano di lavorare il venerdi … ?
Il Sindacato stia meno negli uffici e più sulla strada e diventi parte attiva nel chiedere controlli mirati, anche con il proprio intervento.

Bando all’ipocrisia.
Se si fosse coerenti si dovrebbe chiedere anche la chiusura festiva ed oraria di cinema, pizzerie, bar.. e votarsi a “città morte”.

Grazie per l’espitalità,
Carlo Cucinotta

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Il documento della Cgil
Il 25 aprile torna la forte protesta per garantire a tutte le lavoratrici e ai lavoratori dei settori del commercio, della grande distribuzione e della distribuzione cooperativa il diritto al riposo festivo.
Un nuovo sciopero indetto unitariamente dalle categorie del settore in Sicilia dopo quello di Pasquetta e gli altri in programma l’1 maggio e il 2 giugno. A Messina la Filcams-Cgil ha organizzato un presidio con volantinaggio a piazza Cairoli alle 10.

“La deregulation delle aperture domenicali e festive – evidenzia il segretario generale della Filcams di Messina Francesco Lucchesi – non ha prodotto né l’aumento dei consumi né l’aumento dell’occupazione”. I sindacati hanno denunciato come la liberalizzazione inizialmente invocata quale rimedio alla crisi dei consumi ha soltanto prodotto effetti negativi sui temi dell’organizzazione del lavoro con un peggioramento del condizioni di lavoro degli addetti del settore in nome del profitto. “La nostra protesta continua – sottolinea Lucchesi – e auspichiamo un intervento normativo che accolga le richieste del sindacato, dei lavoratori, regolamentando per legge le chiusure nei festivi assicurando a tutti gli addetti del settore un giusto diritto”.