Inarrestabile l’onda lunga dell’attacco sferrato da Accorinti e dai suoi assessori al Consiglio comunale.

Una valanga di accuse ora da uno ora dall’altro assessore, dentro e fuori palazzo Zanca, che di vetro non è.

Adesso le associazioni di volontariatopotenziali beneficiarie di maggiori risorse dal piano di riequilibrio -che ancora una volta si schierano, organizzazioni apparentemente trasversali, lo fanno minacciando persino ripercussioni “…giudicheremo eventuali ricandidature…” ma chi si cela dietro queste sigle dalle quali, sono certa, non abbiamo mai avuto ne mai avremo un solo voto ? Sarebbe utile per i messinesi sapere che moltissimi assessori e loro parenti e affini, a quanto pare, sono legati a vario titolo alle sigle che hanno sottoscritto il documento.

Ora, senza voler entrare in dettagli tecnici che poco interessano ai cittadini e che sono stati ampiamente illustrati da altri consiglieri, le reazioni scomposte e spropositate rispetto alla bocciatura dell’ennesima versione di Piano di Riequilibrio, che peraltro resta decennale ed ancora al vaglio del Ministero, sono preoccupanti per il loro significato intrinseco.

Bene, i conti non tornano proprio e, soprattutto, i conti del comune a quanto pare non tornano, visto che il Direttore Generale
(ragioniere generale, segretario generale) uno e trino
, ha prodotto ben 55 pagine di memoria per rispondere alla nota 232 della Corte dei Conti, ammettendo e confermando che molte criticità erano effettivamente tali e mai superate, 55 pagine piene di azioni da intraprendere per rispettare i criteri, correggere errori, colmare gravi lacune.

Nella stessa giornata del 28, quando in aula si consumava quello che Accorinti definisce “l’omicidio a freddo”, la Giunta esita la Delibera “salva tutto”, ormai tutta da rifare, senza la quale tutta l’impalcatura messa su dall’amministrazione in quasi cinque anni, crolla come un castello di carte. Dunque abbiamo perso tempo giocando con i numeri?

A questo punto non resta che pesar male e l’accanimento di queste sigle ed associazioni non fanno altro che confermare, non solo che di pacifisti non se ne vede l’ombra, ma che le logiche cui risponde la Giunta sono del tutto diverse da quelle fatte passare.

Daniela Faranda, Consigliere comunale