Mentre fra auguri, panettoni e brindisi si cerca di esorcizzare i problemi che attanagliano Messina, la Sicilia a l’intero paese LabDem, l’associazione polito-culturale che raccoglie persone nell’ambito progressista  iscritte e non al PD,  con il documento che pubblichiamo lancia un segnale di allarme ed al contempo di concretezza nella convinzione che “oltre il PD” sia un errore e che nonostante tutto il PD resti una grande forza del rifomismo italiano:

 

“Le Primarie-Congresso del Partito Democratico si stanno preparando in un clima assai confuso e anche inutilmente rissoso, che non promette nulla di buono per il futuro del partito.

In Sicilia questa situazione appare ancora più grave se si considera la crisi profonda che attanaglia il partito, inesistente sul piano organizzativo e alle prese con la pesante eredità lasciata dal passato governo di centrosinistra e con il disincanto prodotto dalla eclatante sconfitta elettorale subita alle regionali, a cui non è seguita nessuna attività politica in grado di garantire un recupero di credibilità del partito nella società siciliana. Mancano le idee, manca una visione di futuro, e tutta la vita del partito si esaurisce in una preoccupante autoreferenzialità che produce lotte di palazzo con dirigenze che sono sempre più  screditate.

Se il Partito Democratico vuole riconquistare chi se n’è andato o i suoi vecchi elettori che si rifugiano nel non voto o votano per altri partiti, con questi metodi è inevitabile che il PD, soprattutto in Sicilia, risulterà sempre più respingente. Il problema del partito non è quello di rottamare le persone, ma di rottamare metodi francamente insopportabili.

Eppure noi continuiamo a credere, nonostante tutto, nel ruolo del Partito Democratico e, con questo nostro documento, vogliamo chiamare a raccolta coloro i quali vedono la politica come la sola attività umana che può cambiare e migliorare la vita della gente, per una battaglia che non si esaurisca nell’asfittica gestione dell’esistente, caratterizzata dal prevalere di miopi interessi personali e dalla clientelare acquisizione di politici in transumanza.

Le lotte interne sono il frutto di un’illusione: l’illusione che vincendo nel partito con i clienti e con le truppe transumanti si possano vincere poi le elezioni. Si tratta di un’illusione ampiamente smentita dai fatti degli ultimi anni.

Chiediamo, perciò, una attiva condivisione a tutti coloro i quali credono nella democrazia popolare, nel riformismo come valore del cambiamento, nel rispetto della legalità, nello sviluppo che si realizza con giustizia sociale, nella difesa dell’ambiente, nella tolleranza e nella reale parità di genere.

Si tratta di recuperare alla nostra Regione una reputazione in questi anni assai compromessa ed al PD di assumere una identità di impegno e di progetto in sintonia con le istanze della gente; una identità che si addice ad una moderna sinistra democratica e riformista di governo. Una politica nuova viva, plurale, che si realizza tra la gente in un partito che non decide più nel chiuso di alcune segreterie ma alla luce del sole tra i propri sostenitori.
Chiediamo un preciso e deciso impegno a promuovere un reale cambio generazionale basato sul merito, sulla passione civile e sull’impegno dei giovani che, troppo spesso, sono stati emarginati al ruolo di semplici comparse.

Chiunque guiderà il Partito con queste premesse avrà la nostra fiducia e il nostro appoggio, ma non è più tempo di blandizie poiché si dovrà giudicare, a differenza di quanto accaduto sino ad ora, solo sui fatti concreti.

L’appello che vogliamo rivolgere a tutti i progressisti siciliani non è un appello che tende a creare ulteriori divisioni, a rendere il partito ancora più settario, ma a valorizzare le buone risorse che ci sono e che spesso non svolgono nel partito alcun ruolo politico, essendo il Partito Democratico uno strumento utilizzato solo da poche persone, sempre le stesse. È un appello, il nostro, che vuole stimolare al lavoro politico serio, all’orgoglio dell’appartenenza, al patriottismo politico. C’è bisogno di un partito fatto di uomini liberi che vivono del proprio lavoro e pensano con la propria testa. Un partito pensante è la vera alternativa che si può porre al governo dei populisti. E per ottenere ciò bisogna dare opportunità e non mance ai siciliani, soprattutto ai giovani siciliani. Ai ragazzi bisogna ridare la dignità da troppo tempo negata, che può essere garantita soltanto dalla sicurezza del lavoro,  dall’accesso alla conoscenza e dalla certezza di un futuro.

Chiediamo, perciò, la sottoscrizione di questo nostro documento che vuole assumere, assieme, il significato di un grave disagio per l’esistente, e l’impegno per una battaglia che non si esaurirà nell’attuale fase congressuale, impegno mirato a favorire la riconnessione di chi crede nei valori di una politica migliore.”