Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) Raffaele Cantone oggi a Taormina ha presentato il suo libro dal titolo “La corruzione spiegata ai ragazzi”. L’incontro si è svolto nel Palazzo dei Congressi e rientra tra gli appuntamenti di Taobuk, il Festival internazionale del libro che ogni anno si svolge a Taormina. L’economista Maurizio Caserta ha moderato il dibattito, offrendo importanti spunti di riflessione sui costi sociali della corruzione.

Attendo paziente che il Presidente Cantone concluda il giro di autografi a insegnanti e studenti liceali accorsi numerosi ad ascoltarlo, e quando finalmente mi passa davanti prima di attraversare il Corso per fare una tappa in Municipio, resta sulla soglia del Palazzo dei Congressi come basito appena lo informo che un candidato sindaco a Catania si vanta di frequentare il figlio di un boss mafioso. Decine di minuti prima aveva spiegato che non è solo merito di magistrati e forze dell’ordine, soprattutto il sentire popolare antimafioso ha determinato il clima di legalità capace di modificare l’agenda di certa politica. Cantone è a conoscenza del giovanotto catanese di nome Riccardo Pellegrino, che a suo modo sfida i falsi testimoni dell’antimafia, intendendo dire coloro che predicano bene e poi si scopre nascondano gli scheletri nell’armadio. Lo stesso Cantone non ne ha fatto mistero: “la Sicilia è la patria del gattopardo, dei professionisti dell’antimafia determinati soltanto a cavalcare il consenso popolare. Penso che la parola legalità sia stata abusata, e che andrebbe sostituita dal concetto di responsabilità”.