La “disaffezione” al voto sempre in aumento:
ha votato solo il 46,76% degli elettori.
Solo Messina e Catania superano il 51% di elettori attivi !

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In attesa di conoscere i risultai reali possiamo solo dire che ha vinto l’astensione, cosa dovrà fare riflettere seriamente tutti i partiti.

Gli exit poll confermano la sfida a due con Musumeci in vantaggio rispetto Cancelleri.
Il M5S si confermerebbe primo partito in Sicilia superando il 30% dei voti di lista e, al di la del risultato tecnico, sarebbe il vero vincitore politico della competizione elettorale.

A perdere non è il Professore Micari ma il centro sinistra vittima sia delle divisioni interne (non politiche ma tutte personalistiche ed anti Renzi) e dell’aver mantenuto in vita, sino all’ultimo, il Governo Crocetta del quale anche la sinistra ed il centro sinistra da tempo davano un giudizio ampiamente negativo: la miopia politica non paga !

Per la Sicilia, passata l’euforia del o dei vincitori, la strada resta tutta in salita perchè a dispetto del “premio di maggioranza” (listino) è concreto il rischio di un’Assemblea Regionale difficilmente governabile che potrebbe restare prigioniera dei “cambia casacche” e degli accordicchi d’Aula.

Anche questa volta, come negli ultimi 10 anni, la Sicilia non si presenta più comelaboratorio politico” per esperimenti o soluzioni nazionali: tutto dipenderà dalla difficile coesistenza all’interno del centro destra e dalla capacità della sinistra e del centro sinistra di fare i conti con la realtà, con i problemi del paese, mettendo da parte gli egoismi, i rancori e le ridicole competizioni.

Il pericolo, sulla pelle degli italiani, è che si vada incontro ad un  periodo di instabilità politica sia a Palermo che a Roma