Inchiesta sul randagismo a Messina – 2^ parte –

In questa seconda puntata della nostra inchiesta sul randagismo abbiamo visto l’Assessore Ialaqua consapevole delle difficoltà ma pronto ad un impegno importate (a condizioni che Dirigenti o colleghi di Giunta non gli taglino i fondi …) mentre è sempre più evidente la fuga degli altri enti responsabili.

Tra volontà del comune e latitanza di Asp ed ex Provincia Regionale.
Abbiamo deciso di trattare il problema randagismo, partendo proprio da loro; dai cani vaganti che, trovandosi nel nostro territorio, spesso vengono portati nell’unico canile autorizzato, non municipale ma solo convenzionato con il Comune di Messina.
Per legge i Comuni e le Asl sono i responsabili ed i garanti legali dei randagi ricadenti nel proprio territorio.

In virtù di ciò, intanto, abbiamo incontrato l’assessore comunale al ramo Daniele Ialacqua, per capire innanzitutto come mai il randagismo continua ad essere una piaga della società contemporanea, e poi come e in che direzione si sta cercando di affrontare il problema. Ricordiamo inoltre, che i Comuni rimangono responsabili degli animali anche quando trasferiti in altra regione, provvedendo dunque a regolari controlli sia per verificare le condizioni di mantenimento e il rispetto delle condizioni previste che per sincerarsi dell’effettiva esistenza in vita degli animali all’interno delle strutture.

Per quanto riguarda ASP ed ex Provincia Regionale: da settimane chiediamo un incontro sia con il responsabile del settore dell’azienda sanitaria, dott. Giuseppe Donia, che con il Commissario dell’ ex Provincia Regionale. Apparentemente disposto al dialogo, il dott. Donia dell’Asp, ha preso tempo per chiedere autorizzazione al direttore sanitario per il rilascio di eventuale intervista, da allora stiamo ancora attendendo. Simile situazione con l’ex Provincia Regionale, ente che nonostante ventiquattro anni di legge, non ha nemmeno un ufficio preposto.