“Non intendiamo esprimere giudizi e nemmeno entrare nel merito di scelte personali che sono a totale appannaggio dell’uomo, ma come soggetti della società civile che rappresentiamo e parti sociali della istituzione Università, non possiamo rimanere indifferenti sulla scelta fatta dal Magnifico Rettore di Palermo Fabrizio Micari, che a nostro avviso, mette l’Università in seria difficoltà istituzionale. Rimaniamo sbigottiti dal fatto che in questo frullatore mediatico sia stata catapultata l’Università di Palermo con il suo Rettore, trascinando così negli ambiti di discussione di schieramenti e alleanze politiche tutta la comunità accademica, visto il suo ruolo di legale rappresentante. Non vogliamo commentare le dichiarazioni fatte ai media, ma apparirà evidente che nel pieno di una ristrutturazione, ancora non completata e da noi contestata insieme a una parte dei sindacati tanto da dichiarare uno sciopero per il prossimo 20 settembre, questa scelta contraddice in modo netto quanto promesso all’elettorato accademico poco più di due anni fa, in occasione della sua elezione. Ci chiediamo come possa conciliare la propria disponibilità a candidarsi per uno schieramento politico e svolgere il ruolo di super partes che deve necessariamente avere un Rettore a capo di una comunità accademica di oltre 5 mila dipendenti e 45 mila studenti. Non potrà che rappresentare solo una parte in netta contraddizione all’art. 1 comma 5 dello Statuto dell’Università che ribadisce il ‘carattere laico, pluralistico e indipendente da ogni orientamento ideologico, religioso e politico’ del ruolo”. Così il segretario della Cisl Università Palermo-Trapani, Maurizio Ippolito,  interviene sulla candidatura alle elezioni regionali del Rettore di Palermo, Fabrizio Micari.

Anche dentro l’ambiente universitario non mancano le critiche. E’ il caso dell’economista Maurizio Caserta, docente presso l’Università di Catania, che posta nel suo profilo Facebook:

 

maurizio caserta su candidatura micari