looking for a job

Pubblichiamo il post di oggi dell’economista Maurizio Caserta, perché esprime bene il comune sentire in questa campagna elettorale per l’elezione del Presidente della Regione:

“Adesso che le liste per le prossime elezioni regionali siciliane sono state depositate e ciascun candidato avrà trovato il posto più confortevole, i candidati presidenti avranno più tempo per chiarire le loro posizioni sulle importanti questioni che li aspettano.

Dando per scontato che tutti abbiano a cuore la crescita del benessere dei siciliani e una più equilibrata distribuzione del reddito, occorre individuare le strade attraverso cui realizzare quegli obiettivi. La crescita del benessere passa attraverso la crescita della produttività e il recupero degli sprechi e delle inefficienze. Una più equilibrata distribuzione del reddito passa attraverso adeguate politiche pubbliche e di innovazione istituzionale.

Sono tre le grandi questioni da affrontare:
Lavoro produttivo vs lavoro improduttivo;
Concorrenza vs monopolio;
Apertura internazionale vs chiusura.

Le soluzioni sembrano ovvie ma sarebbe bene rendere esplicite altre soluzioni, se ci sono.

La prima questione passa dal ridimensionamento della macchina pubblica. Se si ritiene che buona parte del lavoro improduttivo risiede nella macchina regionale è da lì che bisogna cominciare.

La seconda passa attraverso un intervento massiccio in alcuni settori cruciali dell’economia dell’isola: trasporti; lavori pubblici; energia; trattamento dei rifiuti; sanità privata. Occorre smantellare le concentrazioni e chiarire tutte le oscurità nelle concessioni. Una iniezione di sana concorrenza permetterebbe di svuotare le provviste finanziarie dalle quali partono i pagamenti per i fattori improduttivi (incluso la criminalità).

La terza passa da una inequivocabile scelta europea e mediterranea. Come più volte questa estate ci ha ricordato Abraham Jehoshua, la Sicilia potrebbe essere la Bruxelles del Mediterraneo, ossia il luogo dove gli interessi e le culture mediterranee si incontrano, si confrontano e si compongono. La Sicilia ha bisogno di nuovi mercati e di nuove risorse di impresa. Uno sguardo più lungo e più largo permetterebbe all’isola di cogliere una occasione che potrebbe non ripresentarsi.

Una politica regionale coerente su questi tre assi avrebbe l’effetto di recuperare margini di produttività e di attivare risorse e opportunità finora inesplorate o mortificate. Un sistema locale più aperto, più privato, più concorrenziale avrebbe il benefico, e forse inatteso, effetto di redistribuire le risorse dalle rendite ai salari”.