Il gruppo parlamentare del PD ammette che l’ “operazione verità” del presidente Nello Musumeci sui conti della Regione è fondata. “Il problema è che tali informazioni non vengono spiegate, contestualizzate”, si difendono i democratici e affidano all’onorevole Emanuele (detto Nello) Dipasquale il compito di redigere la contro-operazione verità:

Disavanzo

Il valore del disavanzo è già indicato nel Rendiconto 2016. Deriva dall’operazione di cancellazione dei residui attivi non più esigibili, ossia di quei crediti generati dai governi antecedenti al Governo Crocetta che avevano bassissime o nessuna possibilità di essere riscossi (stiamo parlando, ad esempio, delle finte valorizzazioni immobiliari del Governo Lombardo). È una operazione obbligatoriamente richiesta dal dl 118/2013, auspicata da tantissimi anni dalla Corte dei Conti e coraggiosamente effettuata dal Governo Crocetta in totale allineamento con la Ragioneria Generale dello Stato e che ha ricevuto il plauso della Corte dei Conti, già nel giudizio di parifica del Rendiconto 2015.

Tale operazione, come previsto dal dl 118/2013, viene ammortizzata in 30 anni ed è stata completamente coperta nel Bilancio di Previsione per ciascun anno di competenza. Non è quindi un buco, ma un’operazione di trasparenza nei bilanci, che sana i disastri compiuti nei governi precedenti al Governo Crocetta.

Indebitamento

Il valore dell’indebitamento è corretto e già presente nel Rendiconto 2016. È lo stesso valore ereditato dal Governo Lombardo. Il Governo Crocetta, in adempimento alle disposizioni comunitarie e nazionali (dl 35/2013), al pari di tutte le altre Regioni italiane, ha solo ristrutturato 2 miliardi circa di debiti commerciali a breve termine in debiti a lungo termine, consentendo di pagare 2 miliardi ai fornitori (e salvando così numerose aziende private) e di risparmiare 20 milioni di euro/anno di interessi passivi.

Il peso del debito per la Regione è basso (si leggano i giudizi delle Agenzie di rating) considerando il valore delle sue entrate. Equivale alla situazione di una persona che guadagna diecimila euro netti al mese e ne paga 500 di mutuo. Considerando che la Regione ha 13 miliardi di entrate/anno e paga circa 600 milioni di rate di mutuo, la situazione è la stessa.

Minori entrate

60 milioni in meno su IRPEF rispetto alle previsioni 2017. Nelle previsioni erano state stimate tra le entrate IRPEF, le maggiori riscossioni dovute alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Il valore a consuntivo è di circa 90 milioni, quindi 30 milioni in più. Tale valore, però, è stato contabilizzato su un altro capitolo (conto residui e non conto competenza). Quindi è vero che sul conto competenza mancano 60 milioni, ma sul conto residui ce ne sono  90 in più. Il saldo IRPEF è quindi 30 milioni in più.

Le altre minori entrate dipendono principalmente dal ritardo con cui è stato ratificato in Consiglio dei ministri l’accordo IVA. Gli effetti positivi verranno contabilizzati nel 2018 e saranno maggiori di quelli previsti nel 2017. Quindi solo uno spostamento temporale ma con effetti benefici maggiori di quelli previsti. Nel 2018 inoltre ci sarà un doppio effetto positivo: il recupero del 2017 più gli effetti a regime del 2018.

Debiti fuori bilancio

Il Governo Crocetta tra il 2015 e il 2016 ha iscritto e coperto circa 450 milioni di debiti fuori bilancio che venivano dal passato, in alcuni casi da fine anni ‘90.

Portati tra i 2,5 miliardi e i 3 miliardi di euro l’anno di benefici al Bilancio della Regione Siciliana, così ripartiti:

Accordo IRPEF 1,4 miliardi di maggiori entrate, 285 milioni di split payment sull’IVA, 600 milioni in meno di regolazioni contabili (oneri a carico del Bilancio regionale);

Accordo IVA 120 milioni in più di entrate (70 milioni destinati alle province, 50 milioni di sblocco di flussi collegati) e 2-300 milioni in meno di regolazioni contabili.

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