I consiglieri della VI Circoscrizione Giuseppe Sanò e Antonio Lambraio, hanno inviato il seguente appello agli Assessori Alagna e Pino:

“Per l’ennesima volta, facciamo richiesta agli assessori in indirizzo di volersi fare parte attiva per la riqualificazione dell’area demaniale denominata Lanternino.

Gli scriventi, non ritengono più possibile procrastinare gli interventi necessari alla riconsegna alla popolazione, di uno dei luoghi simbolo della città di Messina.

Il 28 gennaio del 2010, grazie al provvidenziale interessamento del Professore Vincenzo Caruso, direttore del museo storico Forte Cavalli, dell’allora Capitano di Vascello Nunzio Martello, Comandante della Capitaneria di Porto, dell’Architetto Rocco Scimone, Soprintendente ai BB. CC. AA. e dell’ex Assessore alle Politiche del Mare, Professore Pippo Isgrò, venivano riportati alla luce tre antichi cannoni navali la cui datazione si colloca a cavallo tra il XVII e il XVIII.
Il patrimonio storico appena recuperato veniva trasportato all’Arsenale Militare di Messina, dove ad attenderlo vi erano le maestranze dirette dall’Ingegner Gian Francesco Cremonini.

Oggi, i tre cannoni, perfettamente restaurati, sono custoditi dalla Marina Militare presso le sale del Forte San Salvatore in attesa di un mecenatesco intervento che li riconduca al luogo del recupero, il Lanternino di Capo Peloro.

Dunque, sono facilmente intuibili le motivazioni del nostro continuo tentativo di coinvolgere l’Amministrazione Comunale. I sottoscritti, infatti, ritengono che con l’opportuna ricollocazione degli antichi cannoni si possano raggiungere molteplici obiettivi.

Sicuramente, tra gli obiettivi con il più alto valore per la città di Messina e per il borgo marinaro di Torre Faro, riteniamo primeggi il recupero e la salvaguardia di un pezzo di storia che altrimenti verrebbe dimenticata.

Infine, la piazza riconsegnata alla cittadinanza, finalmente, verrebbe riutilizzata come punto di aggregazione e sottratta una volta per tutte al degrado.
Siamo certi, che un luogo così riqualificato ed impreziosito da importanti reperti storici, possa essere utilizzato anche dalla Pro Loco Capo Peloro, associazione che da tre anni s’impegna fattivamente nella tutela e nella valorizzazione del territorio della Riserva Naturale di Capo Peloro, per promuovere attivamente un turismo di qualità.

Ed è per tale motivo che, si richiede la collaborazione di tutti gli stakeholder affinché si possano trovare le risorse per dar seguito alla riqualificazione del Lanternino, considerando anche come ultima ipotesi il ricorso al moderno sistema di finanziamento denominato crowfunding.”