Non sappiamo ancora cosa ci riservi il futuro, ma sembra che per il Comune di Messina ci siano buone probabilità di un ritorno alla restaurazione.
Sanò-15Ovviamente, a far presagire il ritorno in pompa magna dell’Ancien Regìme è l’esito dell’ultima consultazione elettorale. I messinesi sono stati chiari e sono rimasti pochissimi mesi per modificare il corso della storia, che a quanto pare, per qualcuno risulta già scritta.

Tutti gli schieramenti che ci rappresenteranno alla Regione sono concordi che sia prioritario porre fine all’esperienza dell’Amministrazione targata Accorinti, buttandosi questi 5 anni alle spalle. Spesso, e secondo qualcuno, anche volentieri ho mosso critiche alla Giunta ed è vero, ho esercitato il mio ruolo di consigliere schierato all’opposizione.

Ho criticato e mi sono opposto ad alcune scelte dell’Amministrazione Accorinti tante volte, ma sempre per tutelare il nostro territorio, ma sono tante anche le volte che ho detto grazie e vi posso assicurare che è stato molto più appagante.

Non è il mio compito fare il bilancio dell’Amministrazione, esistono già validissimi portavoce, ma una cosa la voglio dire ed è un po’ anche il mio augurio: ricominciamo da tre, perché altrimenti saranno stati 5 anni sprecati. Certo, se si fossero evitati alcuni errori, se molte promesse fossero state mantenute e la rivoluzione culturale fosse stata affiancata da azioni concrete ad alto impatto sulla vivibilità della città, non sarei qui ad esternare quelle che sono le mie preoccupazioni. Le critiche condizioni economiche che imperversano sulla città, come sull’Isola e sul Paese, ci pongono come al solito tra l’incudine ed il martello ed è veramente difficile esprimere un voto non condizionato.

È sempre il bisogno a far pendere l’ago della bilancia dalla stessa parte. Volutamente non scendo nei dettagli, perché tanto quelli li conosciamo bene tutti. Ognuno sfrutta le debolezze altrui per imporre il proprio potere e affermare la propria supremazia. La differenza tra una promessa di un posto di lavoro, la cessione di denaro, l’intimidazione o il dilagante populismo, si assottiglia a tal punto da potersi considerare alla stessa stregua.

Mi auspico che queste considerazioni possano indurre la nostra Amministrazione a fare una seria autocritica ed a tentare il tutto per tutto fino a giugno 2018 e non perché sia un loro sostenitore ma perché, come diceva Massimo Troisi, se tre cose buone le ho fatte meglio ricominciare da tre e non da zero.

La gestione della città ora fa gola a tanti, a troppi e non possiamo rischiare, nuovamente, di dover scegliere il meno peggio o cedere ai morsi della fame consegnandola nuovamente a chi ci ha ridotto all’elemosina. Assolverò fino alla fine del mandato il mio compito di consigliere, proponendo ove richiesto e opponendomi se necessario, ma non sceglierò mai Barabba.