Proposta di delibera è bocciata con 11 favorevoli, sette contrari e dieci astenuti sui 28 presenti.

L’assessore Ialacqua in questa occasione ha dimostrato di essere “inadeguato” al ruolo politiche che ricopre.

Subito dopo la sonora e prevista bocciatura (che lui stesso ha favorito) della sua proposta di delibera si è alzato ed uscendo dall’Aula infuriato “si è portato via il pallone” dichiarando “riproporrò alla Giunta tale e quale la delibera bocciata” al più con la correzione necessaria in relazione a quanto sta accadendo presso il Tribunale fallimentare.

Aggiungendo anche “vedremo chi ha ragione” decide di “rompere” con un Consiglio Comunale dove non ha mai avuto la maggioranza a dispetto della litania di Accorinti:” In quest’Aula non ho solo 4 Consiglieri ma 40” !

Eppure in questi lunghi giorni, la cui atmosfera non può aver fatto piacere a nessuno e spesso i dipendenti di MessinAmbiente, con le loro legittime paure ed esigenze, sono stati usati come strumento indebito di pressione, più volte e da più parti si è operato perché la Delibera fosse ritirata e corretta al fine di raccogliere una onorevole maggioranza.

Le proposte integrative e/o alternative non mancano: basterebbe dare uno sguardo (e saper copiare o prendere spunto) alle città virtuose che in Italia esistono e non sono pochissime..

Se la proposta avanzata da Ialacqua fosse passata nessuno si sarebbe scandalizzato o avrebbe gridato, ma i contrari, in nome delle basilari regole democratiche, restando in minoranza avrebbero accettato, forse amareggiati, ma con dignità il voto espresso dalla maggioranza dell’Aula

Ialacqua no, ripropone la delibera così come è !
Siamo basiti di fronte a tanta arroganza ed irresponsabilità politica.

Un normale Assessore, in un frangente simile, avrebbe iniziato con il riunire tutti i capigruppo, il Commissario di MessinAmbiente ed i legali ed invece di “portarsi via il pallone”, prendendo atto della impraticabilità politica della propria proposta avrebbe detto: “sono in minoranza, palla al centro e vediamo tutti insieme come uscirne per il bene della città

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Le prime reazioni:

Daniela Faranda:
“Il voto di oggi è la prova del fallimento dell’amministrazione Accorinti, su tutta la linea, di quattro anni di politiche ambientali e di igiene cittadina. E adesso cosa farà l’amministrazione ? C’è una proposta alternativa? ” così la consigliera Daniela Faranda, a margine dell’odierna seduta di Consiglio che ha portato alla bocciatura della delibera relativa a MessinaServizi.
“Non mi risulta che l’amministrazione abbia mai pensato ad un piano B -e laddove lo avesse fatto, non ha ritenuto di informarne consiglio o cittadinanza – ne che abbia preso in considerazione alcuna alternativa proposta nel tempo dai consiglieri .

Un’infinità di tempo perso a correre dietro ad un progetto che da più parti ha trovato contestazioni e opposizione, andando avanti come arieti, senza mettere in conto l’ipotesi di non trovare il consenso di un’aula che, mi piace ricordarlo all’amministrazione, è per lo più di opposizione.

Non votiamo atti contro la giunta per il puro piacere di contrapporci e più di una volta abbiamo dato sostegno a delibere – che spessissimo abbiamo dovuto migliorare e implementare prima del voto -, ma non si può dare per scontato che il civico consesso lascerà passare ogni proposta, persino quelle più “audaci”, senza ponderare l’opzione della bocciatura. Ci chiediamo e chiediamo al signor sindaco che intenzioni abbia adesso.
Qual è la soluzione?
Non c’è certo tempo da perdere dietro a nuove idee campate per aria, di sicuro   un’azione obbligata e propedeutica è portare a termine il concordato preventivo per tutelare la città, i lavoratori ed i creditori “.

Aggiungo – sottolinea la Faranda– che a mio avviso è meglio così perché adesso si apriranno nuovi scenari e non escludo che I’amministrazione abbia già in mente qualcosa…”


Giuseppe Santalco ha gia illustrato ieri (VEDI) una propria articolata posizione

Carlo Cantali:
In riferimento alla seduta di consiglio comunale odierna con all’ordine del giorno la delibera per il conferimento del contratto di servizio a “Messina servizi bene comune”, Argomento tra l’altro importantissimo; desidero precisare e puntualizzare che ho preferito uscire dall’aula prima del voto perché non è stato consentito di poter esprimere le dichiarazioni di voto che nel mio caso erano distinte da quelle del gruppo politico a cui faccio riferimento in aula.
Alla luce di quanto accaduto mi sorge spontaneo fare delle riflessioni, nelle sedute precedenti nonostante non condividessi le scelte amministrative in quanto, così come da me dichiarato in commissione consiliare, non ci era stato presentato il piano industriale, avevo comunque votato favorevolmente l’atto
perché in assenza di alternative volevo evitare ulteriori disservizi rispetto a quelli già attuali che adesso ritengo inevitabili qualora non si intervenga con una nuova proposta deliberativa piu’ convincente.
Mi stranisce la scelta politica di coloro che hanno votato favorevolmente nonostante non ci fossero in aula i numeri necessari per approvarla consentendo che l’atto deliberativo venisse respinto, e dunque subendo una sconfitta politica che si sarebbe potuta evitare adottando strategie d’aula più attente.
Ma la politica purtroppo sì sa non è per tutti.

Cgil:
l’esito in Aula uno schiaffo alla città e ai lavoratori
“Chiediamo se i consiglieri comunali siano veramente coscienti del danno provocato oggi”, dichiarano il segretario generale della Cgil Messina Giovanni Mastroeni e i segretari della Funzione Pubblica Cgil Clara Crocè e Carmelo Pino che fanno presente come l’esito della seduta odierna del Consiglio comunale sulla delibera di affidamento del servizio di igiene cittadina sia un vero schiaffo alla città e ai lavoratori. Per la Cgil e la Fp al danno maturato in questi mesi di rinvii oggi si è aggiunto il blocco del servizio che produrrà gravi effetti per l’intera collettività e per i dipendenti del settore che rischiano il licenziamento nel caso in cui non si dovesse prorogare il servizio in scadenza il 30 giugno.

Il sindacato e i lavoratori non credono al pannicello caldo della promessa della riproposizione della stessa delibera in Aula e risponderanno con una forte iniziativa. “Del resto – evidenziano i segretari di Cgil e Fp – non ci aspettiamo molto da un consiglio che sarà ricordato per l’improduttività e per i siparietti. Non solo non vengono approvati gli atti ma non si ha neanche l’idea di quale sia l’alternativa”.

La Cgil e la Fp avvertono che non consentiranno la privatizzazione selvaggia del servizio dettata da un’emergenza rifiuti quasi pilotata dal mancato affidamento. Se fosse vero quanto dichiarato dalla Giunta Accorinti in merito all’impossibilità di prorogare ulteriormente il servizio dopo il 30 giugno a Messinambiente – si sottolinea – si aprirebbe uno scenario sconfortante per i lavoratori e la città. I primi non potrebbero rimanere in un’azienda sottoposta a concordato preventivo perché non c’è più l’affidamento e si andrebbe verso un’ipotesi di bancarotta fraudolenta, la seconda andrebbe verso un’emergenza rifiuti senza precedenti.

La Cgil e la Fp preannunciano una forte mobilitazione, un incontro urgente sarà chiesto all’assessore regionale all’Ambiente e al prefetto l’immediata convocazione di un tavolo. La protesta di sindacato e lavoratori non esclude la proclamazione di uno sciopero.

CISL:
mettere da parte del divergenze, giunta e consiglio lavorino insieme perché qui si sta giocando sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori

«Ci sono volute otto sedute inconcludenti per capire che a Messina Servizi Bene Comune il servizio non sarebbe stato affidato». È sarcastico il segretario della Fit Cisl Letterio D’Amico nel commentare l’esito del voto sulla delibera di affidamento dei servizi di raccolta e spazzamento alla nuova società.

«Abbiamo davanti una situazione paradossale, ovvero quella di un Consiglio che prima vota il piano di gestione, poi costituisce la società ma alla fine non ne vota il conferimento degli incarichi. È come se dopo aver comprato i pezzi di un’auto ed averla assemblata, non le si montasse il motore. Sui motivi della bocciatura – continua il segretario – entreremo nel merito successivamente, oggi mi sembra che ci sia solo da prendere atto della situazione, mentre si avvicina a grandi passi la scadenza di fine giugno, in cui il servizio in capo a Messinambiente cesserà. Per questo – prosegue il segretario della Fit Cisl – è necessario che Giunta e Consiglio facciano un passo indietro e mettano da parte le divergenze. Qui si sta giocando sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori, e c’è il rischio concreto che da luglio la perdurante emergenza rifiuti si trasformi in catastrofe».

«La Fit Cisl ha salutato con favore la creazione di una nuova società – ammette D’Amico – ma è necessario che le due parti contrapposte arrivino ad una soluzione il più presto possibile. Noi ci saremo – conclude – qualsiasi decisione venga presa siamo disposti a lavorare insieme per garantire un servizio puntuale per i cittadini e la piena occupazione dei lavoratori. Ma il tempo scorre, e il baratro si avvicina sempre di più».