Questa notte il Sindaco De Luca ha chiuso l’estenuante trattativa sindacale con CISL, CISAL, UGL ed ORSA e stamani tutti gli attori si soo preentat per una cinferenza stampa unitaria.
CGIL ed UIL si sono tenuti fuori dal confronto ed ando indetto una propria iniziativa contro il “Salva Messina” per il 31 prossimo.

C’è da dire che ache all’intero della CGIL si è realizzata una ulteriore frattura che ha visto lo scontro fra la linea dura del segretario Mastroieni e quella più realistica (del tipo andiamo a vedere le carte…) del Segretario della FP CGIL GIANLUCA GANGEMI.

Questa mattina, prima della conferenza stampa, abbiamo incontrato Genovese, segretario Cisl, ed a seguire pubblichiamo un documento dell’OrSA

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Orsa ha firmato i verbali del Salva Messina relativi alle aziende ove è presente, la scelta resta coerente col principio stabilito nelle assemblee degli iscritti che hanno conferito mandato alla segreteria confederale di agire di volta in volta, caso per caso, senza guerre a prescindere ma senza firmare assegni in bianco all’Amministrazione.

In ORSA il mandato della base è vincolante, l’assemblea degli iscritti ha deciso di non sottoscrive la prima versione del “Salva Messina” che affrontava le problematiche in modo generale ma ha dato mandato alla segreteria di partecipare ai singoli confronti inerenti le aziende gestite dal Comune.

ATM

La massa debitoria emersa ha superato il grido d’allarme che l’ORSA, totalmente isolata, lanciava durante la gestione Foti/De Almagro, davanti ai numeri la soluzione della liquidazione è stata una scelta sofferta ma obbligata. Le garanzie ottenute al tavolo con l’amministrazione sono importanti, l’azienda resterà a totale capitale pubblico e il socio unico sarà il Comune di Messina. Abbiamo avversato la trasformazione in SpA sin dalla prima proposta del governo Buzzanca, siamo riusciti ad evitarla anche quando la giunta Accorinti aveva inserito la trasformazione nel contratto di servizio, ma questa volta resistere su principi ideologici avrebbe comportato il serio rischio di mettere fuori ATM dalla gestione del TPL perché oltre ai debiti, che nessun piano di risanamento avrebbe recuperato, pesa il principio enunciato dalla Comunità Europea per l’aggiudicazione del TPL mediante gara ad evidenza pubblica e la proroga per gli attuali contratti di affidamento provvisorio di trasporto pubblico locale scadrà il 3 marzo 2019. Per il resto, nel verbale relativo ad ATM sono presenti investimenti per 13 milioni, trasformazione in full-time dei contratti part time, ad ATM saranno girati maggiori risorse finanziarie, nel piano di riequilibrio della precedente amministrazione erano previste decurtazioni progressive, 4,3 milioni in meno nel 2019, 4,8 nel 2020 e 5,4 milioni in meno nel 2021, andando avanti i contributi si sarebbero ridotti fino a non riuscire a pagare gli stipendi. Con gli accordi raggiunti al tavolo delle trattative in atto si è concordato che la nuova ATM riceverà un contributo fisso, fuori dal piano di riequilibrio, di circa 17 milioni annui.

SERVIZI SOCIALI

La prima versione del Salva Messina era impietosa nei tagli destinati ai servizi sociali, solo con la chiusura di Casa Serena sarebbero rimasti disoccupati 40 lavoratori entro fine anno, senza possibilità di ricollocazione. Il confronto ha portato alla quantificazione degli investimenti e alla tutela totale dei livelli occupazionali, i servizi saranno internalizzati e i lavoratori passeranno dalle cooperative alle dipendenze di un’agenzia comunale che si occuperà dei servizi sociali.

Sulla carta il sindacato è riuscito a far cambiare direzione al Salva Messina che dalla cruda analisi dei bilanci, da recuperare con lacrime e sangue, è passato alla valutazione dei drammi sociali che si sarebbero innescati.

Non abbiamo firmato gli accordi del secolo ma nei verbali il sindaco ha sottoscritto le tutele dei salari e dei livelli occupazionali. Solo chi ha firmato quei verbali può rivendicarne l’applicazione.

Nonostante le posizioni al momento diverse, i lavoratori dell’ORSA non si sentono controparte dei colleghi che a vario titolo scenderanno in piazza il prossimo 31 ottobre, l’obiettivo di salvaguardia dei diritti e delle tutele è patrimonio comune e in ogni caso, la piazza che si agita è un segno di vitalità sociale che va sempre rispettato.

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Il sindacato I.S.A.Messina nella persona dei segretari provinciali De Maria Caterina ed Andronaco Giovanni ringraziano l’amministrazione comunale per averci dato la possibilità di partecipare ai lavori riguardanti il progetto ”Salva Messina” insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali confederali e di categoria.

Da anni chi ci conosce sa che abbiamo sempre fatto battaglie sull’eliminazione del sistema cooperativistico che ha lucrato in maniera scandalosa a danno dei lavoratori e lo testimoniano le vertenze che purtroppo ci hanno visti protagonisti nel rivendicare diritti annullati dalle varie cooperative aggiudicatarie di quegli stessi appalti nei quali venivano riportate le tabelle di pagamento dei vari livelli (mai applicate) e gli scatti d’anzianità a testimonianza di una continuità lavorativa che a quanto pare ad ogni passaggio veniva invalidata! ma di questo ci stiamo occupando nelle sedi opportune.

E’evidente che la proposta d’internalizzazione degli operatori dei servizi sociali, è stata recepita e trattata da tutti noi come fossimo approdati finalmente in quella Terra Promessa da molti, ma invisibile su qualsiasi mappa post elettorale degli ultimi trent’anni.

Il 26 ottobre c.a. siamo stati convocati ad una interlocuzione concertativa attorno ad un tavolo che ha registrato la presenza dei sindacati la cui firma è riportata in questo epocale atto che include la nascita della Messina Social City, un’agenzia che stabilizza tutti i lavoratori che transiteranno attraverso dei criteri ben precisi e che decreterà la fine di un’agonia di precariato voluto dalla mala pianta di questa città!

Noi segretari sindacali e lavoratori del settore stiamo vivendo una gioia incontenibile che ci ha spinti ad apporre con senso di responsabilità anche nei confronti dei nostri associati (il cui numero è a due zeri e non come in questi giorni qualcuno ha asserito si aggiri tra tre e quattro…) la nostra firma con quell’emozione nel cuore che solo i lavoratori dei servizi sociali possono conoscere.

A fronte di ciò sappiamo bene che adesso partiranno diversi tavoli di lavoro per discutere i criteri attraverso i quali transiteranno i soggetti che da anni operano nel terzo settore, su questa tematica vogliamo tranquillizzare tutti che il sindacato I.S.A. vigilerà sulla procedura affinchè ogni cosa si svolga in maniera legale e vitrea.

Riteniamo altresì indispensabile che gli ex lavoratori di Casa Serena rientrino ad occupare quei posti lasciati a causa dell’inagibilità strutturale del plesso che ad oggi sembra in parte rientrata ed addirittura con possibilità di ampliamento tenuto conto della delibera n.402 a firma dell’amministrazione De Luca datata 04/8/2018 ma purtroppo rimasta inevasa a tutt’oggi nonostante l’esecutività.