Ecco la lunga, argomentata ed appassionata lettera alla città:

Le elezioni amministrative stanno iniziando l’ultimo capitolo del libro che ha avuto come premessa le elezioni regionali, come parte centrale quelle nazionali ed ora da ultimo la saga locale.

Chi voleva rottamare il mondo è stato rottamato, nuovi partiti e soggetti politici hanno acquisito un nuovo ruolo in ambito nazionale e prima i siciliani ed ora gli italiani hanno dato un messaggio forte e chiaro: “abbiamo bisogno di un nuovo modo di interpretare la politica, partendo dai bisogni primari della gente, pensando prima al lavoro (quello vero e non assistito), alla equità fiscale, allo sviluppo di tutto il Paese e non solo del nord, senza trascurare la solidarietà sia verso i più bisognosi e verso gli immigrati (con un approccio diverso che coniughi l’esigenza della sicurezza dei cittadini, con la solidarietà verso chi sperain una vita migliore).

L’ultimo capitolo che sta per essere scritto è forse quello più importante in quanto riguarda la comunità messinese, con i suoi bisogni, le sue aspettative e speranze.

I social rilanciano sempre più spesso l’immagine degli anni 60/80 della nostra città e molti ne rimpiangono la vivibilità, la bellezza, la pulizia la capacità di autodeterminarsi.

Stranamente nel momento di maggiore difficoltà per la mia città, si moltiplicano a dismisura i candidati Sindaco, ognuno di loro con un approccio più “contro” che “a favore”.
E’ facile denigrare tutta la classe politica:deputati nazionali e regionali, Sindaci, Consiglieri, facendoleva sull’antipolitica .

Io non ho mai creduto alla forza taumaturgica dell’uomo solo al comando che riesce con la bacchetta magica a far cambiere le cose e a far diventare d’incanto la Cenerentola “Messina” nella “Principessa” sfavillante.
Nè credo che sia il caso di nascondere le proprie ambizioni dietro la fase fatta “la gente mi vuole“.

Dipende da come tutti insieme scriveremo l’ultimo capitolo della “saga messinese” per determinare il futuro della città.

Modestamente ritengo che in questo momento la città non ha bisogno nè di fughe in avanti di singoli candidati, nè il perpetuarsi di un metodo ormai superato: individuare l’alter ego e indicarlo a coloro che, sia politicamente che idealmente, vogliono contribuire a sentirsi partecipi nella scelta per esserne parte propositiva in termini di idee e di programmi (non quindi per sedersi e chiedere ruoli o presenze gestionali).

Partendo dal centro destra ed aprendosi alla società civile, al mondo del volontariato, delle professioni, del comparto produttivo e delle forze sindacali occorre predisporre un “Piano Marshall” per la città di Messina in cui tutti coloro che si ritengono portatori di idee diano un fattivo contributo.

Io credo che le forze del centro-destra siano in grado di istituire un gruppo di lavoro di profilo elevato e partecipato per tutti i settori di interesse comunale.

Il centro destra ha diverse anime e nessuna deve essere esclusa, costituiamo subito un tavolo partecipativo, individuiamo per ogni settore un gruppo di lavoro e tracciamo entro il mese di marzo una piattaforma programmatica del centro destra.

Contemporaneamente le singole forze politiche si occupino di creare le condizioni per concorrere democraticamente alla scelta dei candidati da inserire nelle liste elettorali.
Chiediamo a tutti una partecipazione attiva che sia frutto di amore per la politica e di abnegazione ed impegno per poter ricoprire il ruolo di Consigliere Comunale.

Facciamo un mix di liste in cui siano presenti sia cittadini espressione del territorio capaci di essere rappresentanti veri ed autorevoli, ma anche candidati in grado di dare un contributo di esperienza, professionalità per comporre un’assise comunale quanto più qualificata e competente.

Fermiamoci un attimo nella scelta del candidato Sindaco, prima di pubblicizzarlo diamogli la possibilità di incontrare tutti coloro che politicamente si vogliono sentire coinvolti, facciamogli incontrare riservatamente tutti coloro che nei partiti del centro destra vogliono essere coinvolti, diamogli la possibilità di individuare un sistema di massima partecipazione e coinvolgimento sia per stilare il programma, sia per formare la squadra.
Sganciamolo dalla eventuale appartenenza o scelta operata da deputati nazionali o regionali, facciamogli da subito sporcare le mani con il territorio e con i suoi bisogni e solo dopo che la città lo vedrà come primus inter pares e come espressione dei bisogni dei messinesi ufficializziamo la scelta.

Se ciò non fosse ritenuto possibile per questioni meramente temporali, allora attorno al candidato creiamo i presupposti per un coinvolgimento delle forze politiche e sociali quanto più evidente e partecipativo, allarghiamo anche a coloro che, anche se non proprio vicini al centro destra, ritengono che un candidato autorevole e rappresentativo possa rappresentare l’unico baluardo ai candidati del Movimento 5 stelle e dello stesso Accorinti.

Scrivo questo mio pensiero in quanto ho concluso la mia esperienza politica a livello comunale, lascio il testimone a chi con il mio stesso spirito di servizio vorrà continuare l’impegno in Consiglio Comunale.

Non sono interessato a ricoprire alcun ruolo istituzionale,sia al Comune che in società partecipate, voglio continuare ad essere politicamente impegnato dando magari un contributo di esperienza e di idee.

La mia passione politica, in questa fase, la voglio esercitare in maniera diversa.
La passione politica non mi abbandonerà mai sino a quando avrò la possibilità di poter esprimere idee ed opinioni.

Se manca, allora come purtroppo in questa fase della nostra vita sociale, l’elettore vota più per interessi personali, piuttosto che per i veri bisogni del paese, confondendo pifferai ed ammaliatori come i nuovi messia.”

Giuseppe Santalco